C’è una fotografia che racconta meglio di qualsiasi dato la stagione difficile de “La Rada”, uno dei lido-ristoranti più conosciuti di Vibo Marina e del Vibonese: una parte consistente degli ombrelloni resta chiusa mentre, lungo altre località della costa, i flussi turistici continuano a crescere. Qui, invece, molti arrivano, attraversano la zona e proseguono.
Secondo quanto riferiscono i gestori della Gramaca Srl, la società che gestisce la struttura, le presenze registrano un calo di circa il 45 per cento rispetto allo scorso anno. Un dato pesante per un’attività che deve sostenere costi importanti e garantire il lavoro a 22 dipendenti.
Il nodo dei parcheggi
“Sostenere questi costi con 22 unità lavorative sarà dura”, spiegano dalla società. Poi indicano la spiaggia: “Dia un’occhiata. Metà dei nostri ombrelloni sono chiusi. Fa rabbia vedere flussi enormi di turisti che corrono e si ammassano in altre località. Qui non si ferma nessuno”. Il problema è anche nell’accessibilità. A Vibo Marina, nelle ore di maggiore affluenza, trovare un parcheggio diventa un’impresa. E per un’attività che vive principalmente di turismo balneare e ristorazione, la difficoltà di arrivare e sostare può trasformarsi rapidamente in una perdita di clienti.
A questo si aggiunge la vicenda Meridionale Petroli e il Piano di emergenza esterno, con le conseguenze pesanti prospettate sulla viabilità e su Via Vespucci. Una situazione che gli operatori considerano fortemente penalizzante per l’intero sistema commerciale e turistico della zona.
Di questo passo sarà chiusura
L’allarme della Gramaca è netto: “Di questo passo, a fine stagione non potrà che esserci la chiusura”. Una prospettiva che preoccupa anche perché arriva in una fase nella quale la Calabria punta proprio sull’aumento dei flussi turistici e sulla capacità delle proprie località costiere di intercettare visitatori. Per i gestori della Rada, però, Vibo Marina rischia di non riuscire a trasformare quei flussi in presenze sul territorio. Il mare da solo non basta: servono accessibilità, parcheggi, servizi e condizioni capaci di favorire la permanenza dei visitatori.
Il sequestro-dissequestro lampo di luglio
Poi c’è un’altra vicenda che ha segnato questa stagione: il sequestro-dissequestro lampo di luglio. Una parentesi durata poco, ma che secondo i gestori ha comunque generato interrogativi e preoccupazione tra alcuni dei frequentatori abituali. “È stata un’altra mazzata. Un colpo basso, più di un colpo basso”, raccontano dalla società. “Qui è stata messa in discussione la nostra credibilità e il nostro prestigio”.
La Gramaca, tuttavia, rivendica con forza la volontà di andare avanti: “Noi continuiamo come abbiamo sempre fatto, a testa alta”. Ma il bilancio economico della stagione resta il principale motivo di apprensione.
Il rischio? Perdere una realtà del turismo vibonese
La questione, dunque, supera i confini della singola attività. La Rada è una realtà consolidata dell’offerta turistica di Vibo Marina e la sua eventuale difficoltà rappresenterebbe un segnale tutt’altro che positivo per un territorio che punta sul turismo balneare. Il paradosso è evidente: mentre si parla di crescita dei flussi turistici in Calabria, un’attività che da anni investe sul territorio si ritrova a fare i conti con un calo pesantissimo delle presenze e con una serie di problemi esterni alla propria gestione. “A fine stagione sarà difficile andare avanti”, è il timore dei gestori. Per La Rada non è ancora il momento di arrendersi. Ma il campanello d’allarme è ormai forte. Vibo Marina e chi dovere dovrebbero ascoltarlo.



