Il Tar Calabria non sospende l’ordinanza sindacale che vieta, nelle ore notturne, la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche nel centro storico di Tropea. Il Presidente della Prima Sezione, respingendo la richiesta di misura cautelare monocratica, ha ritenuto che, nella ponderazione degli interessi, prevalga quello all’ordine pubblico.
Il chiarimento del sindaco Macrì
“La nostra ordinanza – sottolinea il sindaco Giovanni Macrì esprimendo soddisfazione per il primo vaglio del giudice amministrativo sull’ordinanza adottata per tutelare sicurezza urbana, decoro, vivibilità e quiete pubblica nel salotto urbano della città – non è contro i commercianti, non è contro i locali e non è contro la socialità. Non impedisce di bere un bicchiere di vino, una birra o un cocktail. Dopo le 22.30 si può continuare a consumare normalmente all’interno degli esercizi e negli spazi autorizzati, seduti ai tavoli. Quello che abbiamo voluto contrastare è il consumo incontrollato e itinerante di alcolici su strade, piazze, vicoli, scalinate e belvederi”.
“Il decreto – aggiunge il primo cittadino – chiarisce un punto importante: il provvedimento comunale non inibisce l’attività imprenditoriale, ma limita, in una fascia oraria precisa e in un’area delimitata, la sola vendita per asporto di alcolici e superalcolici. È esattamente l’equilibrio che abbiamo cercato: non chiudere, non reprimere, non impedire il lavoro, ma governare un fenomeno che, soprattutto nelle ore notturne, produce rifiuti, affollamenti, schiamazzi e uso disordinato dello spazio pubblico”.
Monitoraggio, decoro urbano e responsabilità
“Abbiamo scelto una misura proporzionata – continua – confidando nel senso di responsabilità degli operatori. Ma la disponibilità non deve essere scambiata per bonomia. Se qualcuno pensa di aggirare lo spirito dell’ordinanza o di sfruttare ogni margine per continuare sostanzialmente come prima, sbaglia. Nei prossimi giorni monitoreremo comportamenti, modalità di vendita ed effetti concreti su strade e piazze. Se la responsabilità richiesta non dovesse esserci, valuteremo ulteriori misure consentite dall’ordinamento”.
“La libertà d’impresa è un valore che difendiamo – precisa Macrì – ma non può significare libertà di scaricare sulla città i costi della propria attività. Bottiglie, bicchieri, rifiuti, affollamenti e consumo incontrollato dello spazio pubblico non possono ricadere solo sul Comune, sui residenti, sugli operatori corretti e sull’immagine della destinazione. L’impresa che svolge il servizio comunale di spazzamento non è il servizio privato di pulizia delle singole attività commerciali”.
La tutela degli operatori e i prossimi passaggi
“L’ordinanza tutela anche chi investe seriamente sulla propria attività, sostiene costi, cura il servizio, dispone di spazi autorizzati, rispetta le regole e contribuisce alla qualità complessiva dell’esperienza Tropea. Non possiamo accettare che il centro storico diventi, dopo una certa ora, un enorme locale a cielo aperto nel quale si acquista alcol a pochi euro, lo si consuma passeggiando e poi troppo spesso contenitori e rifiuti restano su muretti, scalinate, piazze o per terra”.
“Il decreto del Tar – conclude Macrì – non chiude naturalmente il giudizio. La trattazione collegiale è fissata per il 23 settembre e attendiamo, con il massimo rispetto, le successive determinazioni della Giustizia amministrativa. Ma oggi un dato è certo: la richiesta di bloccare immediatamente l’ordinanza è stata respinta e, in questa prima valutazione, è stata riconosciuta la prevalenza dell’interesse all’ordine pubblico. Tropea deve essere viva, accogliente e capace di divertire, ma una grande destinazione deve anche saper governare i propri flussi. Divertirsi sì, vivere la città fino a notte fonda certamente, ma rispettandola. Sempre”.
Tropea, nuova ordinanza del sindaco Macrì: stop all’alcol da asporto nel centro storico dalle 22.30




