Emodinamica, i sindaci di Vibo fanno fronte comune: no al servizio itinerante, serve una struttura stabile

Sul randagismo la Regione mette a disposizione dell’Asp 1,2 milioni di euro per un canile provinciale. I sindaci indicano alcune aree ma spetta ora ai vertici dell'Azienda sanitaria individuare quella più funzionale di almeno mille metri quadrati
jazzolino

È stata una Conferenza dei Sindaci dai contenuti particolarmente rilevanti quella riunita oggi, 17 agosto, nella sala consiliare del Comune di Vibo Valentia sotto la presidenza di Salvatore Fortunato Giordano. Due i dossier affrontati e destinati ad avere conseguenze concrete sul territorio: l’emodinamica e il contrasto al randagismo. Su entrambi i fronti i primi cittadini hanno assunto una posizione precisa, chiedendo risposte strutturali e tempi certi. Sul fronte sanitario, la Conferenza ha espresso profondo dissenso per la proposta di un servizio di emodinamica itinerante, ribadendo la necessità di una struttura permanente, funzionale e in grado di garantire il diritto alla salute dell’intera popolazione provinciale.

Il documento approvato sottolinea inoltre quella che i sindaci considerano una evidente disparità di trattamento della provincia di Vibo Valentia, unica provincia penalizzata dalla soluzione prospettata. Da qui la richiesta di assumere “tutte le iniziative necessarie” per realizzare un sistema di emodinamica stabile, con tempi certi, risorse adeguate e personale qualificato.

Emodinamica, i sindaci non accettano soluzioni provvisorie

La posizione dei Comuni è dunque netta: l’emodinamica itinerante non può rappresentare la risposta definitiva alle esigenze della provincia. La Conferenza chiede che venga individuato un percorso preciso verso un servizio permanente e si riserva, nel documento approvato, di intraprendere “qualsiasi iniziativa a tutela dei cittadini”. Una presa di posizione che trasferisce ora la responsabilità delle scelte alla Regione e ai vertici della sanità calabrese, chiamati a indicare tempi, risorse e modalità per arrivare a una soluzione strutturale.

Ma nella stessa riunione è arrivato anche un altro dossier urgente, questa volta legato al randagismo, per il quale la Regione Calabria ha messo a disposizione dell’Asp di Vibo Valentia una somma significativa.

Un milione e 200mila euro per il canile provinciale

Nel corso di una riunione regionale di due giorni fa è stata infatti resa disponibile all’Asp di Vibo Valentia una dotazione di 1,2 milioni di euro destinata alla realizzazione di un canile provinciale, ma anche alla possibilità di assumere veterinari e acquistare mezzi mobili. Il problema adesso è individuare rapidamente un’area. L’Asp, secondo quanto emerso dalla Conferenza, non dispone al momento di un sito con le caratteristiche necessarie e sono quindi i Comuni a essere chiamati a mettere a disposizione alcune possibili soluzioni. La struttura dovrà poter ospitare almeno 100 cani e dovrà essere collocata in una posizione non decentrata. È inoltre necessario prevedere spazi per un ambulatorio chirurgico, le attività sanitarie e i box di stazionamento. Pertanto nel corso dei lavori la Conferenza dei sindaci ha messo a disposizione alcuni siti nei comuni di Vibo Valentia, Mileto, Pizzo, Briatico, Nicotera, Limbadi, San Calogero, Sant’Onofrio, Drapia per la realizzazione della struttura. Il Commissario dell’Asp, Vittorio Sestito, sceglierà e poi inoltrerà alla Regione l’area indicata.

Mille metri quadrati per partire

Le dimensioni indicate nella richiesta sono precise: 100 metri quadrati per gli ambulatori e circa 600 metri quadrati per i box, considerando una superficie di sei metri quadrati per ciascun animale. Complessivamente, dunque, sarebbe necessaria la disponibilità di almeno mille metri quadrati circa di lotto o struttura per poter realizzare il complesso. La Conferenza ha inoltre evidenziato che, qualora un Comune disponga già di un canile, la strada potrebbe essere quella della ristrutturazione e dell’ampliamento della struttura esistente, evitando così di dover individuare necessariamente una nuova area. La richiesta ai Comuni è stata convocata con carattere d’urgenza, proprio perché sono in scadenza i termini perentori per l’attribuzione delle risorse regionali. L’obiettivo è quindi arrivare rapidamente all’individuazione di uno o più siti da sottoporre alle valutazioni necessarie.

Una corsa contro il tempo per non perdere le risorse

Due questioni diverse, dunque, ma accomunate dalla necessità di passare rapidamente dalle dichiarazioni agli atti concreti. Per l’emodinamica i sindaci chiedono una struttura stabile; per il randagismo c’è invece una disponibilità finanziaria regionale di 1,2 milioni di euro che rischia di diventare inutile se non verrà individuato rapidamente il terreno necessario. Ora la palla passa ai Comuni: sul tavolo ci sono risorse, ma anche scadenze che impongono di decidere in tempi stretti.

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