Renato Lio, 35 anni dopo Soverato e Satriano ricordano il Carabiniere ucciso in servizio

Cerimonia commemorativa per l’appuntato scelto, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria

A 35 anni dall’omicidio, Soverato e Satriano hanno commemorato l’appuntato acelto dei Carabinieri Renato Lio, ucciso nella notte del 20 agosto 1991 durante un servizio di perlustrazione in località Russomanno, nel territorio di Satriano. La cerimonia si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro, offerta dalle amministrazioni comunali di Soverato e Satriano, alla stele commemorativa davanti alla Compagnia Carabinieri. Presenti la vedova e i familiari di Lio, insieme alle autorità civili e militari e ai rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni dell’Arma.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il comandante interinale del Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro, tenente colonnello Giovanni Burgio, il procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore Curcio, il prefetto Clemente Di Nuzzo, il questore Giuseppe Linares e i sindaci di Satriano e Soverato. La solennità dell’evento è stata accompagnata dagli onori ai caduti, resi da uno schieramento di Carabinieri della Compagnia di Soverato e da un militare trombettiere dell’Arma.

La messa in memoria di Renato Lio

Successivamente, nella chiesa di Santa Maria Immacolata di Soverato, il cappellano militare del Comando Legione Carabinieri Calabria, don Vincenzo Ruggiero, ha celebrato la messa in ricordo dell’Appuntato Scelto. Al termine della funzione religiosa, la famiglia Lio, accompagnata dai militari dell’Arma, ha raggiunto la rotatoria Russomanno. Qui, alla presenza del sindaco di Satriano, due Carabinieri in Grande Uniforme Speciale e due agenti della Polizia Locale hanno deposto una corona d’alloro ai lati della lapide collocata nel luogo dell’assassinio.

L’agguato durante un controllo

La notte del 20 agosto 1991, la pattuglia del Nucleo Radiomobile composta dagli appuntati Renato Lio e Francesco Baita intercettò lungo le strade di Soverato un’automobile che procedeva a forte velocità con tre persone a bordo. Quello che era iniziato come un normale controllo si trasformò in pochi istanti in una tragedia. Durante la perquisizione, uno degli occupanti, un pregiudicato noto per la sua pericolosità, reagì improvvisamente. Dopo aver spinto il graduato, afferrò una pistola nascosta sotto il sedile e fece fuoco contro Lio. Nonostante le gravi ferite riportate, l’appuntato continuò a opporsi all’aggressore e ingaggiò una colluttazione con lui, fino a quando, ormai privo di forze, crollò a terra.

Il malvivente sparò quindi anche contro l’appuntato Baita, che nel frattempo si era posizionato al centro della carreggiata per rispondere con l’arma d’ordinanza. Dopo aver esaurito le munizioni, l’aggressore si impossessò della pistola di Lio e raggiunse l’autoradio di servizio, dove recuperò una pistola mitragliatrice. Risalito sull’automobile insieme agli altri due occupanti, si diede alla fuga.

La cattura del responsabile

Dopo l’omicidio scattò una vasta caccia all’uomo che portò alla cattura del responsabile. I due complici, entrambi cugini e incensurati, si presentarono spontaneamente ai Carabinieri dichiarando la propria estraneità ai fatti di sangue.

La Medaglia d’Oro al Valor Civile

Il sacrificio di Renato Lio è stato riconosciuto con la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, concessa per il coraggio dimostrato durante l’agguato. La motivazione ricorda il comportamento dell’appuntato acelto, che, “benché gravemente ferito”, continuò a fronteggiare il malvivente fino all’estremo sacrificio, definendolo “splendido esempio di altissimo senso del dovere spinto sino all’estremo sacrificio”. La commemorazione nel 35° anniversario dell’omicidio ha rappresentato un momento di memoria e riconoscenza nei confronti di un militare che perse la vita nell’adempimento del proprio dovere e che continua a essere ricordato dalla comunità e dall’Arma dei Carabinieri.

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