Piano strutturale comunale, Vibo ha bisogno di sviluppo

Dalla rigenerazione urbana alla tutela ambientale, passando per nuovi investimenti e partecipazione dei cittadini: le proposte per ripensare il futuro della città

Vorrei intervenire nel dibattito politico sulla riapertura del PSC, che cade proprio dopo un lungo mio impegno in merito. Poiché in questo momento il nuovo PSC, unendo le volontà sia dei cittadini e sia delle imprese, quest’ultime vogliono edificare sono in presenza di un sviluppo economico e i cittadini vogliono avere l’ultima parola con la partecipazione in una città da troppo tempo ferma nel suo sviluppo economico.

Babele politica

Governare oggi la nostra società è difficile, poiché ai più sembra una babele politica. Nella realtà la società del nuovo millennio risulta complessa perché mette insieme tecnologia innovativa, comunicazione multipla e cittadini con delle spiccate individualità e livelli culturali alti. Ciò porta a dover vincere quattro sfide della nostra contemporaneità: parlare oggi di PSC a Vibo significa affrontare molti dei seguenti elementi:

– Sicurezza urbana e piramide di comando, Eliminare la cultura imperante mafiosa che, con la piramide di comando, condiziona le forme economiche e gli usi dello spazio pubblico. Eliminare il rinvio, specie in Calabria, dei piani urbanistici degli anni 90 della L.r.19/02, quando il potere mafioso era molto più pervasivo.

Cambiamento climatico e patrimonio green, eliminazione dei rischi idro-geologici di ogni singolo fazzoletto di territorio e controllo dei beni ambientali e culturali. Sull’ambiente, fra il pensiero indifferente e quello apocalittico scegliere il secondo, poiché se sbagliano andremo alla catastrofe.

Lavoro e immigrazione, senza perdere la nostra identità culturale occorre uno shock economico di rinnovamento strutturale per una crescita economica, dove anche gli immigrati devono dare il loro contributo specie per non far morire i piccoli Paesi del SUD.

Questione etica e morale, la questione è riposta nella domanda se l’uomo politico possa comportarsi in modo difforme dalla comune morale (l’etica), ovvero se la politica possa avere un diverso codice di regole dalla condotta morale della società amministrata.

– Scenari urbani del futuro. Le città, oggi sono già più digitali e quelle di domani lo saranno ancora di più, ma saranno anche più popolate e congestionate, con costi altissimi, traffico veicolare, ecc.

– Bias dello status quo. E’ un pregiudizio che non ci consente di cambiare e stare bene: in cosa consiste e come superarlo.

Agricoltura e le città del futuro – “No consumo suolo” o ”Minor consumo suolo”

Negli ultimi anni il dibattito urbanistico è stato rivolto al “no consumo suolo” e all’uso delle tecnologie digitali. Ma per la nuova città In primis andrà affrontata la questione abitativa nei nuovi quartieri e suburb, un problema inestricabilmente legato alla mobilità. Quindi l’ipotesi “no consumo suolo” dovrà coniugarsi in ”minor consumo suolo” con tutte le cautele.

Alcuni elementi possibili da trattare immediatamente con l’ufficio del piano

Miglioramento della qualità dell’aria: Le aree verdi contribuiscono a ridurre l’inquinamento atmosferico, assorbendo anidride carbonica e rilasciando ossigeno.

– Piano del Verde e Masterplan, Il Piano del Verde è uno strumento fondamentale per la rigenerazione urbana: riduce le isole di calore, aumenta la resilienza climatica e migliora la qualità della vita nelle città.

– Catalizzatori economici e territoriali. Organizzare alcuni territori su cui il Pubblico investirà per organizzare dei Catalizzatori, come ad esempio fiere – parchi- acquari- ecc., accanto cui le imprese trovino conveniente l’edificazione. In altre parole innescare lo sviluppo.

Città spugna.  Gestione delle acque meteoriche, Il verde urbano contribuisce a ridurre il rischio di allagamenti, assorbendo e filtrando le acque piovane. Per far ciò occorre creare la ”città spugna”, Riduzione dell’inquinamento acustico: Le aree verdi possono fungere da barriera acustica, riducendo il rumore nelle zone urbane. 

Promozione della biodiversità: Il verde urbano offre habitat per diverse specie di piante e animali, contribuendo alla conservazione della biodiversità. 

Valorizzazione del paesaggio urbano: Il verde contribuisce a rendere le città più belle e accoglienti, migliorando l’aspetto estetico degli spazi urbani. 

Creazione di corridoi ecologici: questi corridoi collegano aree verdi diverse, favorendo la circolazione della fauna selvatica e la dispersione delle piante.

– La città verso la società dell’esperienza, Visto che il concetto degli standard (18 mq per abitante) è obsoleto e non funziona più, la cultura ambientale e urbanistica sta andando verso il concetto dello “spazio-tempo”, iniziando dal concetto della “città dei 15 minuti e continuando con la regola Cecil 3-30-300:

3 alberi visibili da ogni abitazione,

30% di copertura arborea in ogni quartiere,

uno spazio verde a non più di 300 metri da casa,

Ufficio Comunale del Piano

Pertanto ricominciare a parlare di PSC significherà decidere il prossimo sviluppo della città, meglio ancora se all’interno di un Ufficio del Piano.

Credo fortemente nell’Ufficio Comunale del Piano, poiché tutti i comuni del centro-nord attraverso questo ufficio sono in grado di programmare e riprogrammare velocemente il proprio territorio, realizzando tutti i piani occorrenti, ed inoltre lasciano nella macchina amministrativa un sapere oggi inesistente o di pochi. Non per ultimo i costi sono molto più bassi circa €. 100 mila annui, anche con qualche incarico esterno, a fronte di un incarico completamente esterno di circa 750 mila.

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