Decreto carburanti, accise sul gasolio tagliate fino al 5 settembre. Poi sostegni in base al reddito

Il governo proroga per dieci giorni lo sconto di 17 centesimi al litro sul diesel per contenere il caro carburanti durante il controesodo estivo. Dal 5 settembre l’esecutivo punta a introdurre nuovi aiuti

Il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise sul gasolio è prorogato fino al 5 settembre. Il governo cerca così di contenere l’aumento del costo del carburante nei dieci giorni di controesodo estivo, stanziando circa 130 milioni di euro. Poi, però, è l’impegno ribadito nel Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto, l’obiettivo è fare scattare nuove modalità di sostegni contro il caro carburante, “selettivi sulla base del reddito”.

L’input di Giorgia Meloni è fare presto. Nei prossimi giorni verrà valutata la forma di queste misure, e soprattutto la copertura finanziaria. Intanto le risorse per coprire lo sconto sulle accise arrivano da un nuovo meccanismo, previsto nello stesso decreto, di acconto fiscale delle tasse sui dividendi anticipati dai grandi gruppi energetici. La misura “inedita è stata definita in accordo con i gruppi coinvolti”, spiegano fonti di governo. E, secondo quanto filtra, probabilmente riguarderà in particolare l’Eni.

L’acconto, che dovrebbe essere fissato al 39%, secondo una bozza del provvedimento, farebbe poi maturare alla società un equivalente credito di imposta. Il meccanismo è diverso (e probabilmente è molto inferiore l’entità finanziaria) rispetto all’accordo tra governo e banche del 2024 sul rinvio delle deduzioni delle quote delle svalutazioni e perdite dei crediti e dell’avviamento correlate alle Dta. E di certo nulla c’entra con il tema extraprofitti, che anche nelle ultime ore ha prodotto scintille tra Lega e Forza Italia. Dopo la decisione politica di prorogare per un’ultima volta il taglio delle accise sul diesel (che altrimenti sarebbe scaduto oggi), presa alla vigilia del Cdm, in mattinata il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a Palazzo Chigi con il sottosegretario Alfredo Mantovano e i tecnici ha studiato le varie possibilità. C’erano anche le ipotesi di fermarsi al 4 settembre o spingersi fino al 7.

Aiuti ai ceti più deboli

Alla fine, con 13 milioni al giorno (circa 2,6 miliardi la spesa da metà marzo), si è scelto di coprire quasi per intero la prima settimana di settembre, in cui si attende forte traffico sulle autostrade. Ora si studieranno aiuti “strutturali però mirati – come li definisce il vicepremier Antonio Tajani -, che possano aiutare soprattutto i ceti più deboli, il ceto medio, e aiutare le imprese”.

L’attacco dell’opposizione

Per Giuseppe Conte il taglio delle accise è solo “l’ennesimo ‘sconticino’ impercettibile, peraltro già mangiato dai prezzi dei carburanti”. Al governo, attacca il leader M5s, “come per incanto, il coraggio torna solo quando si parla di soldi per le armi”. “È il momento di tassare gli extraprofitti, Meloni abbia il coraggio di far pagare di più chi si è arricchito anche in questa crisi”, l’affondo della segretaria Pd Elly Schlein, secondo cui su questo tema “il governo litiga e gli italiani pagano il conto”.

“Uno spettacolo indegno, esponenti di FI e Lega si stanno insultando”, punge il 5s Luca Pirondini. E in effetti sono tesi gli scambi a distanza. Tajani ribadisce di essere “contrarissimo” a tassare gli extraprofitti delle banche (come invece propone la Lega “per ridurre le accise in modo consistente”), una misura che “sa di Unione Sovietica”, pur notando che “un contributo è giusto che sia dato: come abbiamo fatto con banche e assicurazioni, deve esserci un confronto concordato”. La replica del partito di Matteo Salvini è affidata a Claudio Borghi: “Ricordo a Tajani che anche le accise sono imposte: la scelta è se le devono pagare i cittadini o un settore che, grazie a quei cittadini, ha fatto 200 miliardi di utili in pochissimi anni”.

L’apertura di Bruxelles

L’altra alternativa “fare più deficit. Per la Lega – conclude Borghi – l’unica cosa che non va è tassare i cittadini, le altre due possibilità vanno bene. Se altri hanno altre priorità è giusto saperlo con chiarezza”. Sul tavolo Salvini ha messo anche la proposta di uno scostamento di bilancio da 20 miliardi. “Noi – ha commentato la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola – siamo pronti da molti mesi, abbiamo la nostra posizione, faremo i nostri negoziati”. Nella Lega la considerano “un’apertura da parte di Bruxelles”.

Confesercenti: “Sulle vacanze degli italiani aggravio di 1,8 miliardi”

Questa estate fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno. Un aggravio che ha pesato sui bilanci delle famiglie proprio nei due mesi centrali delle vacanze, incidendo sulla mobilità e sui consumi turistici. È la stima dell’Ufficio economico Confesercenti, elaborata a parità di consumi sulla base dei dati Mimit e con le rilevazioni di agosto ormai quasi definitive: nel complesso, a luglio e agosto 2026 gli automobilisti hanno sostenuto una spesa per i rifornimenti superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025.

Nell’estate 2025 – si legge nella nota degli esercenti – la benzina si attestava intorno a 1,70 euro al litro e il gasolio a 1,63 euro. Ad agosto 2026 la media viaggia invece intorno ai 2 euro per la benzina e oltre questa soglia per il diesel. La rilevazione Mimit del 23 agosto, sulla rete stradale in modalità self, indica 2,010 euro al litro per la benzina e 2,130 per il gasolio. Tradotto in un pieno da 50 litri, significa circa 14 euro in più rispetto a un anno fa per un’auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel.

Giù la spesa per i rifornimenti

“Senza l’intervento pubblico, sottolinea la nota, il conto per gli automobilisti sarebbe stato ancora più pesante. Nei soli mesi di luglio e agosto, il taglio delle accise ha ridotto la spesa per i rifornimenti di circa 300 milioni di euro. Un beneficio concentrato soprattutto sul gasolio: per buona parte di luglio, infatti, la riduzione non è stata operativa e, quando è stata reintrodotta dal 28 luglio, ha riguardato soltanto il diesel, con uno sconto di 17 centesimi al litro. In assenza del provvedimento, un pieno da 50 litri sarebbe costato circa 8,50 euro in più. La benzina, invece, dall’inizio di luglio non è mai rientrata nel perimetro dell’intervento”.

“Servono provvedimenti di lunga durata”

La previsione di un’ulteriore proroga è dunque “senz’altro utile” per l’associazione: “In assenza di nuove risorse, i 17 centesimi tornerebbero quindi a gravare interamente sul prezzo alla pompa proprio nel pieno del controesodo e alla vigilia di settembre, mese in cui sono attesi almeno 15 milioni di turisti e che continua a rappresentare una fase importante della stagione”. “Il caro carburanti non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata e a efficacia limitata”, commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi.

“Il protrarsi delle tensioni internazionali, e quindi di una fase di elevata volatilità dei prezzi energetici, non può purtroppo essere escluso. I livelli raggiunti oggi alla pompa da benzina e gasolio rischiano già di penalizzare la stagione turistica di settembre e, soprattutto, di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche – un fronte cui fare particolare attenzione questo autunno. Per questo serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi”. (Ansa)

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