È fissato per questa mattina, alle ore 12, in Prefettura a Reggio Calabria, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Clara Vaccaro. All’incontro è stato invitato il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella. Sul tavolo ci sarà una vicenda che nelle ultime settimane ha assunto contorni sempre più preoccupanti: le intimidazioni rivolte al primo cittadino e le ripetute richieste di tutela soprattutto per la sua famiglia
I proiettili di kalashnikov
Tra gli episodi più gravi, otto mesi fa una busta contenente proiettili di kalashnikov, fatta recapitare al sindaco. Un messaggio intimidatorio di particolare pesantezza, al quale si è aggiunta, circa venti giorni fa, una lettera contenente minacce di morte per i suoi figli. Due episodi che hanno fatto salire ulteriormente il livello di allarme e sui quali oggi saranno chiamati a confrontarsi i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Scarcella, a più riprese, ha chiesto che venga garantita protezione non soltanto alla sua persona, ma soprattutto ai propri figli. È questo il punto sul quale il sindaco ha insistito con maggiore forza, denunciando la necessità di una risposta concreta da parte dello Stato.
La richiesta di tutela per i figli
La posizione del sindaco è stata netta: la propria attività istituzionale non può trasformarsi in un rischio per la famiglia. Per questo il primo cittadino di Gioia Tauro ha sollecitato misure di tutela adeguate e, in assenza di risposte, ha annunciato anche la possibilità di iniziare uno sciopero della fame. Una decisione estrema, maturata dopo una sequenza di intimidazioni che ha progressivamente aumentato la preoccupazione attorno al primo cittadino e ai suoi familiari.
Oggi la risposta delle istituzioni
Il Comitato presieduto dal prefetto Clara Vaccaro rappresenta quindi un passaggio importante. La riunione dovrà esaminare il quadro delle minacce, gli elementi già raccolti e valutare le misure necessarie per garantire la sicurezza del sindaco e della sua famiglia. Non è più soltanto una questione personale. Quando un amministratore pubblico riceve proiettili di kalashnikov e minacce di morte, la risposta riguarda direttamente le istituzioni. E oggi, dalla Prefettura, è attesa una risposta all’altezza della gravità di quanto accaduto.



