Il dibattito sulla Polizia Locale a Vibo Valentia si è riacceso in questi giorni attorno a una domanda semplice solo in apparenza: gli agenti sono troppo rigidi quando fanno le multe oppure, al contrario, non sono abbastanza presenti sulle strade e nei punti più critici della città? A rispondere è il comandante Michele Bruzzese, che prova a ricondurre la discussione ai numeri, all’organico disponibile e alle esigenze concrete di una città che, soprattutto nelle ore di ingresso e uscita dalle scuole, deve fare i conti con una pressione notevole sul traffico.
Scuole, autobus e traffico: perché il problema esplode adesso
“Secondo me il dibattito esplode principalmente con l’apertura delle scuole. Vibo racchiude una moltitudine di plessi scolastici e quindi parliamo di un numero molto importante di persone che ogni mattina raggiungono la città per andare a scuola”. E insieme agli studenti arrivano gli autobus. “Non parliamo di cinque o sei autobus, ma di 30 o 40 autobus che ogni mattina arrivano a Vibo. Collocarli non è semplice”. Il problema si è manifestato in particolare nell’area dello Scientifico, in via degli Artigiani, dove i lavori in corso nell’area del terminal hanno imposto una diversa organizzazione della circolazione.
“Abbiamo dovuto adeguare quella strada, non tanto per il transito degli autoveicoli, che bene o male gestisci, ma per la sicurezza dei ragazzi che entrano a scuola. Non potevi tutelarli lasciando un doppio senso di circolazione. Abbiamo quindi istituito un senso unico e spostato la fermata in via Giovanni XXIII”. L’obiettivo, spiega Bruzzese, è stato quello di decongestionare il tratto più esposto al traffico scolastico. Ma gli autobus, soprattutto al termine delle lezioni, continuano a rappresentare un problema. “Molti autobus ce li ritroviamo fermi sia quando arrivano sia quando vanno via, dopo le 14. Per la città rappresentano veri e propri ingorghi e causano problemi al traffico”.
Le regole per gli autobus e l’incidente di questa mattina
Prima dell’inizio dell’anno scolastico, il Comune e la Polizia Locale hanno studiato un’organizzazione specifica. “Abbiamo fatto una riunione al Comune con l’assessore Stefano Soriano e il vicesindaco Loredana Pileggi. Abbiamo imposto materialmente agli autobus di non passare in determinate strade e di non fermarsi in determinati punti. Non tanto perché vogliamo vietarlo, ma perché esiste un’ordinanza e soprattutto per garantire la sicurezza dei ragazzi”. Il comandante cita anche quanto accaduto questa mattina: “Un autobus non ha fatto il tragitto come gli avevamo indicato e si è verificato un incidente. Quando non vengono rispettate le indicazioni, ci sono anche le sanzioni”.
È proprio qui che Bruzzese colloca una parte del problema: la Polizia Locale viene chiamata a governare situazioni nelle quali traffico, lavori, autobus, studenti e comportamenti individuali finiscono per concentrarsi nello stesso spazio.
“Il cittadino vorrebbe un agente in ogni angolo”
Ma perché, allora, il dibattito sulla Polizia Locale si concentra proprio sulla sua presenza? “Il cittadino vorrebbe un agente di Polizia Locale in ogni punto, in ogni angolo. Io lo farei con grande felicità, perché vorrebbe dire avere il personale per poterlo fare. Purtroppo il personale è questo”. Secondo Michele Bruzzese, il caos che si registra in città ha precise fasce orarie e precise cause. “In questo momento è determinato soprattutto dai lavori e dalla mole di traffico che si sviluppa sulla città. Il caos a Vibo si concentra soprattutto la mattina con le scuole, quando vanno via e quando piove”. E sulla richiesta di maggiore tolleranza davanti alle infrazioni, il comandante è netto: “Quando si interviene, si interviene perché una determinata zona è congestionata oppure perché c’è una situazione di sosta. Non si va in un’area perché si vogliono fare più verbali. Non si fanno multe per fare cassa, assolutamente no”.
“Preferisco che la gente veda l’agente”
Bruzzese rivendica una precisa impostazione anche sul controllo del territorio. “Potremmo riempire la città di sistemi di controllo intelligenti: tu passi, sbagli e paghi. Non lo abbiamo ancora fatto perché preferisco che la gente veda la persona che va a sanzionare. Preferisco che veda quell’agente”. I sistemi tecnologici, spiega, potranno arrivare successivamente “per dare un maggiore senso di sicurezza alle persone”, ma oggi la scelta resta quella di una presenza umana. E alla domanda opposta, cioè se i controlli siano sufficienti, il comandante risponde con i numeri. “Io penso che ne facciamo forse pure troppi. In questo periodo, con la riapertura delle scuole, ho cercato di fare in modo che ci fossero più agenti la mattina che il pomeriggio, proprio per gestire le scuole e non soltanto per il classico controllo del divieto”.
Poi un dato: “In soli sei mesi abbiamo ritirato 52 patenti. Si va dalla guida in stato di ebbrezza all’uso del telefonino, alla guida senza cintura e via discorrendo”.
Su dieci macchine, sette avevano il telefonino in mano
Bruzzese racconta anche un episodio che, nelle sue parole, fotografa un’altra emergenza: la distrazione alla guida. “Quando è stata terminata la nuova rotonda sulla Statale 18, in località Moderata Durant, mi sono messo lì per vedere come funzionava il traffico. Sono rimasto un’ora. Su dieci macchine, sette avevano il telefonino in mano”. Per il comandante è uno degli elementi che spiegano una parte degli incidenti e delle sanzioni. “Ecco perché ci sono gli incidenti, ecco perché ci sono i verbali”. La domanda diventa quindi inevitabile: la Polizia Locale deve fare più multe o deve risolvere i problemi? “Facciamo entrambi”, risponde deciso il comandante.
Oltre mille interventi e 12 mila verbali
Bruzzese porta il ragionamento sui dati dell’attività svolta dal Corpo. “In sei mesi abbiamo fatto più di mille interventi. La sala operativa lavora tantissimo. Le telefonate sono numerosissime”. E ancora: “Abbiamo fatto in sei mesi 12 mila verbali, rilevato 113 incidenti stradali, denunciato 75 persone, decurtato 361 punti della patente e ritirato 52 patenti”. Numeri che, secondo il comandante, devono essere letti insieme alla consistenza reale del Corpo. “Non è il comando di venti persone che non fa nulla. Sono numeri importanti. Forse è tanto, forse è pure troppo”.
Davanti alle scuole 12 agenti, ma il Corpo è di 22
Uno dei punti più contestati riguarda la presenza davanti alle scuole. Bruzzese chiarisce come viene organizzato il servizio. “La mattina stiamo coprendo, per la precisione, otto scuole, dalla De Amicis alla Don Bosco, dalla scuola di Vena Superiore alla Buccarelli, al Convitto Filangieri, fino a Vibo Marina. Per coprire tutto questo impiego 12 persone”. Il problema è che “siamo 22 in tutto”. E quando un agente impegnato davanti a una scuola deve essere spostato per un incidente o un’emergenza, inevitabilmente si crea un vuoto. “Se succede un incidente e la macchina che doveva andare in quella scuola non ci può andare, le persone sono sempre quelle. Devi farle girare”.
La dotazione organica teorica sarebbe però molto diversa. “Se andiamo a vedere quella che è la legge originale della Regione Calabria, dovremmo essere 70. Attualmente il Corpo è composto da 22 persone. Di queste, 12-14 fanno servizio esterno, gli altri sono impegnati nei servizi interni”.
Con questo organico si cerca di fare miracoli
È questo, secondo Bruzzese, il nodo principale della discussione. “Pesa tantissimo la carenza di organico. Molte volte ti trovi una persona che sta facendo qualcosa e devi dirgli: fermati, vieni a fare altro. Se una mattina ho due persone assenti, devi fare i conti con quello che hai”. Una carenza che diventa ancora più evidente quando la città vive giornate particolari, tra manifestazioni, eventi, traffico e necessità di controllo. “Quest’estate mancava che si dividessero per andare a gestire le manifestazioni. Purtroppo il personale è questo e con questo si cerca di fare miracoli, come si è sempre fatto”.
Controlli dove il traffico è più intenso
Esistono zone della città dove la presenza della Polizia Locale è maggiore rispetto ad altre? “Non abbiamo una zona in esclusiva. La frequenza è principalmente nelle zone dove l’intensità del traffico è più elevata, per garantire la fluidità. Non posso negare che sulle strade principali il controllo venga fatto maggiormente”. Ma gli interventi arrivano anche dalle segnalazioni dei cittadini. “Ormai per qualsiasi cosa le persone chiamano. Anche per un semplice passo carrabile o per un posto riservato ai disabili. Giustamente devi rispondere: prima o dopo devi andare”. E sulla parità di trattamento Bruzzese non lascia spazio a interpretazioni: “Una macchina in sosta vietata sia del sindaco, sia di un assessore, sia di un consigliere comunale viene sanzionata come quella di un semplice cittadino. Assolutamente sì”.
Rigore o tolleranza? “Ogni violazione va contestualizzata”
È forse il passaggio più delicato del dibattito. Un agente deve essere rigoroso oppure tollerante? “Ogni violazione va contestualizzata. Quando si arriva in un posto dove c’è una situazione particolare, bisogna capire cosa sta accadendo. Il comportamento che deve assumere un agente va rapportato alla situazione”. Prima, dunque, la valutazione della circostanza; poi l’eventuale sanzione. Senza però trasformare la contestualizzazione in una regola diversa per persone diverse.
Tutti devono essere trattati con lo stesso metro
Il comandante respinge anche l’idea di una Polizia Locale che possa applicare criteri differenti a seconda delle persone. “Al comando di Polizia Locale non si ragiona con due metri. Tutti devono essere trattati con lo stesso metro. Non viene data preferenza a nessuno”. Bruzzese invita poi chi critica l’operato del Corpo a guardare anche alle dimensioni del problema: “Io andrei a vedere cosa fanno gli altri Paesi, quelli grandi almeno come Vibo. Vibo non è il classico paesino”. E torna ancora ai numeri: “A me non interessa portare la bandiera. Mi interessa che le cose funzionino”.
Le minacce agli agenti: “Non si può giustificare”
C’è infine un altro problema che emerge dal racconto del comandante: il rapporto sempre più difficile tra agenti e cittadini quando arriva una sanzione. “Fino a ieri sera abbiamo avuto minacce nei confronti di alcuni agenti. E non parliamo di persone adulte, ma anche di ragazzi. Parliamo di minacce serie”. Un fenomeno che Bruzzese considera ormai quasi quotidiano: “A nessuno piace prendere un verbale, ma questo non giustifica il fatto che si arrivi a minacciare un agente”. Il comandante dice di chiedere spesso agli operatori di mettersi nei panni di chi riceve una sanzione. Ma chiede anche che dall’altra parte si comprenda il ruolo di chi è chiamato a far rispettare le regole.
Il punto, alla fine, è tutto qui: una Polizia Locale che non può essere contemporaneamente in ogni strada, davanti a ogni scuola, in ogni incrocio e in ogni momento di emergenza. E un Corpo che, con 22 persone a disposizione contro una dotazione teorica indicata in 70 unità, deve scegliere quotidianamente dove concentrare uomini e mezzi. “Facciamo in quattro per poter essere ovunque”, conclude Bruzzese. “Purtroppo il personale è questo e con questo si cerca di fare miracoli”.



