Nico Console legge la sua uscita dalla vicepresidenza della Provincia di Vibo Valentia come la conseguenza diretta della crisi politica esplosa a Zambrone, non come il risultato di una manovra costruita dal suo gruppo. I sei consiglieri comunali che hanno determinato la fine dell’amministrazione guidata da Corrado L’Andolina – tre di maggioranza e tre di opposizione – hanno infatti prodotto effetti anche sugli equilibri dell’ente intermedio.
Console, esponente dei Democratici e riformisti federati con il Partito democratico, respinge però l’idea che dietro quelle dimissioni ci fosse un disegno finalizzato a portare lui alla presidenza della Provincia. “Il cielo me l’aveva dato e il cielo se l’è ripreso”, dice con una battuta, spiegando che il suo gruppo avrebbe semplicemente subito gli eventi di Zambrone, senza averli provocati. E aggiunge: “Non è un’operazione politica che avremmo condotto io o il mio gruppo”.
La partita di Zambrone
Nella ricostruzione di Console, il punto politico è proprio Zambrone. L’Andolina, sindaco del Comune, ha perso la maggioranza dopo le dimissioni contestuali di sei consiglieri. Tra questi anche Marcello Giannini, esponente riconducibile al Pd, che in precedenza avrebbe rappresentato un elemento di equilibrio dell’amministrazione. Console ricostruisce anche il precedente tentativo di far cadere L’Andolina, che non sarebbe andato a buon fine proprio per la mancata firma di Giannini. Poi l’accelerazione: le firme davanti al notaio e la comunicazione delle dimissioni. Una vicenda sulla quale Console solleva anche un interrogativo tecnico, relativo alle modalità di trasmissione delle dimissioni e alla loro efficacia, richiamando l’articolo 38 del Testo unico degli enti locali.
La sua lettura politica, però, è un’altra: “Hanno deciso autonomamente di depotenziarlo nella campagna elettorale della carica di presidente”. Secondo Console, la prospettiva di arrivare alle prossime elezioni provinciali con L’Andolina ancora presidente avrebbe potuto incidere sugli equilibri della competizione.
La revoca e la nomina di Barbalace
È a questo punto che entra in scena la Provincia. Prima della conclusione della sua esperienza amministrativa, L’Andolina ha revocato la delega a Console e ha nominato Franco Barbalace nuovo vicepresidente. La nomina è stata formalizzata con decreto presidenziale il 27 settembre, contestualmente alla revoca del precedente vicepresidente. È soprattutto la tempistica a lasciare perplesso Console. “Alle 22 Corrado L’Andolina si fa aprire la Provincia”, racconta, ricostruendo le ore concitate nelle quali vengono adottati prima il decreto di revoca e subito dopo quello di nomina del nuovo vicepresidente. Console non attribuisce alla propria revoca una motivazione personale. Ma contesta la lettura politica dell’operazione: “Facendo un decreto di revoca nei miei riguardi, parlando che è venuta meno la fiducia nei miei riguardi, ti avrà addebitato che queste manovre magari tu avrai spinto su queste manovre”.
La replica è netta: “Dal punto di vista politico non conclude nulla”. Per Console, L’Andolina avrebbe perso contemporaneamente il ruolo di sindaco e quello di presidente della Provincia, mentre la sua uscita dalla vicepresidenza non cambierebbe il dato politico originario: “Dietro L’Andolina di politico non c’è nulla. È solo una questione personale”.
«La politica è diventata tribale»
È il passaggio più duro dell’intervista. Console allarga infatti il ragionamento dalla vicenda personale alla classe dirigente vibonese: “Mi dà ancora più l’impressione che la classe dirigente di questa provincia abbia terminato negli anni il posizionamento nei posti di comando di uomini che non hanno le caratteristiche che occorrono per assumersi la responsabilità politica del ruolo”. E poi la frase destinata a segnare la sua lettura dell’intera vicenda: “La politica è diventata tribale: o io o nessuno”.
Console resterà consigliere provinciale. Saranno ora i vertici provinciali del Partito democratico e dei Democratici e riformisti a valutare gli sviluppi politici della vicenda. Sullo sfondo resta anche il nodo della durata degli organi provinciali e del nuovo assetto elettorale, tema sul quale Console richiama la recente evoluzione normativa e la prospettiva di un riallineamento delle elezioni del presidente e del Consiglio provinciale. La Provincia, intanto, entra nella fase di transizione con Barbalace alla vicepresidenza. Il decreto di nomina precisa che il nuovo vicepresidente sostituirà il presidente nei casi previsti dalla legge e che l’incarico è gratuito.



