La Calabria scende in piazza, protesta anche al bivio autostradale di Pizzo (video)

Avvio ufficiale della mobilitazione contro il caro carburante e le importazioni sleali. Sit-in e striscioni in tutta la regione, in attesa della marcia nazionale di Cosenza del 10 ottobre

È ufficialmente partita questa mattina, lunedì 28 settembre, la mobilitazione “L’Italia scende in piazza”, un’ondata di protesta promossa dal Movimento popolare nazionale insieme a Popolo di Calabria, Movimento territorio e agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo agricoltori del Crotonese e Comitati riuniti agricoli – Cittadini italiani.

Tra i principali punti caldi della mattinata spicca l’imbocco autostradale dell’A2 del Mediterraneo nei pressi di Pizzo, dove i manifestanti si sono radunati sin dalle prime ore del giorno mostrando striscioni con la scritta “Basta! Siamo stanchi delle vostre promesse” e bandiere tricolori. L’iniziativa, che in Calabria raccoglie oltre 3.000 aderenti, ha visto l’allestimento dei primi presidi strategici anche in corrispondenza degli svincoli di Rosarno e Firmo/Sibari, oltre che in località Passovecchio a Crotone e in Piazza dei 500 a Cariati. La mobilitazione non si ferma qui: dalla mezzanotte di mercoledì 30 settembre è previsto inoltre l’avvio di un presidio permanente a oltranza a Davoli Marina, lungo la strada statale 106 Jonica.

Le motivazioni al centro della mobilitazione

Alla base della protesta vi è una piattaforma di rivendicazioni condivisa non solo dal comparto agricolo, ma estesa all’intera cittadinanza. Come sottolineano i promotori Giancarlo Greco e Antonio Zangari del Movimento popolare nazionale, la mobilitazione “nasce dagli agricoltori ma riguarda tutti: pescatori, autotrasportatori e famiglie calabresi e italiane condividono lo stesso caro carburante, le stesse importazioni sleali da Paesi senza i nostri standard, la stessa sproporzione tra prezzo pagato al produttore e prezzo sugli scaffali”.

Tra le criticità denunciate figurano l’aumento dei costi di produzione e del carburante, lo stop alle importazioni da Stati privi dei requisiti qualitativi nazionali, l’enorme divario tra i compensi riconosciuti ai produttori e il prezzo finale al dettaglio, oltre ai pesanti danni provocati dalla fauna selvatica ai raccolti. I presidi attivi da oggi rappresentano solo la prima fase di un percorso di lotta che culminerà nella grande manifestazione nazionale fissata per sabato 10 ottobre a Cosenza.

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