Due fratelli gemelli, lo stesso percorso di studi e un traguardo raggiunto insieme a soli 25 anni. È la storia di Angelo e Domenico Patera, originari di Varapodio, piccolo centro ai piedi dell’Aspromonte, che hanno superato il concorso in magistratura, entrando tra i più giovani candidati ad aver raggiunto questo risultato. Una storia di studio e determinazione che dalla Calabria li ha portati fino a Roma, passando per Reggio Calabria, dove nel luglio 2024, a soli 23 anni, hanno conseguito entrambi la laurea magistrale in Giurisprudenza con il massimo dei voti. Da lì è iniziata la preparazione al concorso, una delle selezioni più impegnative nel percorso verso la magistratura.
Le prove e il risultato a Roma
Nel mese di giugno Angelo e Domenico hanno superato le prove scritte, conquistando l’accesso alla fase orale. L’ultimo passaggio si è concluso lunedì 28 settembre a Roma, dove entrambi hanno superato anche la prova orale, con votazioni particolarmente elevate. Il dato anagrafico rende ancora più significativo il risultato: entrambi hanno 25 anni. Ma è soprattutto la dimensione condivisa del percorso a rendere singolare la loro storia. Hanno studiato insieme, affrontato insieme la preparazione e insieme hanno superato le diverse fasi di una selezione particolarmente selettiva.
L’orgoglio di Varapodio
La notizia, pubblicata da testate online come Il Reggino e Il Dispaccio e oggi ripresa anche dalla “Gazzetta del Sud”, racconta così il percorso dei due giovani, partito da Varapodio e arrivato fino alla capitale. Per la famiglia Patera e per la comunità di origine è una soddisfazione importante. Angelo e Domenico rappresentano anche una storia di formazione costruita in Calabria, con la laurea conseguita a Reggio, e di un obiettivo professionale raggiunto in tempi particolarmente rapidi. Ora per i due gemelli si apre una nuova fase. Dopo gli anni trascorsi fianco a fianco sui libri e nelle prove del concorso, il percorso nella magistratura li porterà verso nuove responsabilità professionali. Ma il traguardo più importante, almeno per ora, lo hanno raggiunto nello stesso giorno e con lo stesso cognome.



