La questione della sicurezza a Palazzo Luigi Razza torna al centro dello scontro politico. A riaccendere il confronto è la consigliera comunale del Gruppo Misto, Antonella Petracca, che replica alle accuse rivoltele dall’Amministrazione e concentra le sue contestazioni su due punti: la natura del servizio di portierato affidato al Municipio e il diverso utilizzo della Polizia Municipale.
Petracca respinge innanzitutto l’accusa di essere una “specialista della tecnica del far finta di non sapere”, definendola “un maldestro tentativo di sviare l’attenzione della cittadinanza dal vero nodo politico”. Per la consigliera, il tema non è personale ma riguarda “il vuoto amministrativo” e soprattutto la trasparenza delle decisioni che comportano l’impiego di risorse pubbliche.
Portierato passivo non è vigilanza armata
Nel merito, Petracca distingue nettamente tra portierato passivo e vigilanza armata. Le Guardie Particolari Giurate, sottolinea, sono professionisti autorizzati dalla Prefettura e formati per la sicurezza sussidiaria, mentre l’operatore del portierato “non ha alcun potere di intervento”. In caso di emergenza, sostiene la consigliera, non potrebbe fare altro che chiamare le forze dell’ordine. Da qui la contestazione sulla spesa, quantificata in circa 25 mila euro. “Si spende una cifra importante per un servizio che non aggiunge un solo grammo di sicurezza reale in più”, afferma Petracca, chiedendo all’Amministrazione di spiegare ai cittadini “quale sicurezza sta acquistando”.
Una domanda che, secondo la consigliera, assume un peso maggiore dopo gli episodi che hanno interessato il Comune: l’aggressione al dirigente Nocita, l’incendio della sua automobile, la lettera intimidatoria all’assessore Talarico e il ritrovamento di un proiettile nei bagni del Municipio.
“Due pesi e due misure” sulla Polizia Municipale
Il secondo fronte riguarda l’impiego degli agenti della Polizia Municipale. Petracca ricorda che, quando era stata ipotizzata la presenza degli agenti a Palazzo Razza, la motivazione addotta dall’Amministrazione era stata la carenza di personale e la necessità di garantire i servizi sul territorio. Successivamente, però, gli stessi agenti sono stati utilizzati, su decisione del sindaco Enzo Romeo, per accompagnare il dirigente Nocita dalla stazione di Pizzo al Comune e viceversa. Petracca precisa di non mettere in discussione la necessità di tutelare il dirigente, ma pone una questione di coerenza: “La Polizia Municipale è davvero troppo impegnata per presidiare il Municipio oppure è disponibile quando il Sindaco decide che una determinata esigenza viene prima delle altre?”.
Per la consigliera, “non può essere contemporaneamente insufficiente e disponibile”. E se la sicurezza ha giustificato l’impiego degli agenti per accompagnare un dirigente vittima di intimidazioni, sostiene, allora dovrebbe essere valutata anche l’ipotesi di un presidio all’interno del Municipio, dove è stato trovato un proiettile.
La contestazione sulla delibera
Petracca solleva infine una questione di trasparenza amministrativa. L’Amministrazione, sostiene, oggi definisce con chiarezza il servizio come “portierato passivo”, ma questa chiarezza non sarebbe stata altrettanto evidente nell’atto originario. “Ci troviamo di fronte a una delibera opaca e non chiara”, afferma la consigliera, sostenendo che dalla lettura dell’atto non fosse immediatamente comprensibile l’introduzione del servizio di portierato al Municipio. “Non è una questione di memoria corta. È una questione di trasparenza”, aggiunge.
La conclusione della consigliera del gruppo Misto riporta il confronto sul piano politico: “La sicurezza è una priorità sempre, oppure diventa una priorità soltanto quando decide il Sindaco?”. E chiude con una formula netta: “Questa non è una questione di memoria. È una questione di coerenza”.



