Il Liceo Scientifico “G. Berto” resterà chiuso mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre. La decisione è arrivata dopo l’evacuazione di oggi, provocata dalla fuga di metano verificatasi durante i lavori in corso in via degli Artigiani, dove una tubazione del gas a servizio dell’istituto è stata tranciata. Gli studenti sono stati fatti uscire in emergenza, lasciando nelle aule zaini, libri, quaderni e oggetti personali.
La situazione ha interessato una scuola frequentata da circa 1.200 studenti, oltre a docenti e personale Ata. Nella stessa area si trovano anche aule dell’istituto Capialbi ubicate nel palazzo della Provincia. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il gestore della rete del gas per le verifiche sulla dispersione e sulle condizioni degli impianti. La chiusura è stata disposta dal sindaco Enzo Romeo con l’ordinanza numero 61. Il provvedimento vieta l’accesso al liceo, salvo ai Vigili del Fuoco, al gestore del servizio gas e ai tecnici autorizzati impegnati nelle operazioni di verifica e messa in sicurezza.
La scuola aveva chiesto garanzie al Comune
Il dato che oggi assume particolare rilievo è che la dirigente scolastica Licia Bevilacqua aveva già chiesto al Comune di intervenire sulla sicurezza dell’area. La richiesta era stata formalizzata il 22 settembre e aveva portato, il 28 settembre, alla convocazione di un tavolo tecnico proprio sui lavori di via degli Artigiani e sui rischi per studenti e personale. La scuola non si era limitata a segnalare genericamente una situazione di pericolo. Nel confronto con Comune, Polizia Locale, Protezione civile e impresa erano state messe sul tavolo “misure concrete di sicurezza”.
Le richieste: percorsi protetti e Polizia Locale
Tra gli impegni concordati c’era innanzitutto la predisposizione di “percorsi pedonali protetti”, separati completamente dall’area di cantiere, per evitare che studenti e personale dovessero transitare in zone interessate dai lavori. La scuola aveva inoltre chiesto e ottenuto l’impegno del Comune a garantire “la presenza della Polizia Locale nelle fasce orarie considerate più rischiose”, cioè quelle di ingresso e uscita degli studenti: dalle 7.20 alle 8.10, dalle 12.55 alle 13.05 e dalle 13.55 alle 14.05. Il Comune si era impegnato anche a fornire “l’ordinanza sulla viabilità e la planimetria del cantiere con l’indicazione dei percorsi pedonali protetti”.
Chiesto anche un nuovo piano di evacuazione
Un altro punto riguarda direttamente la gestione delle emergenze. La scuola aveva previsto “l’aggiornamento del Piano di Evacuazione”, con nuovi punti di raccolta esterni, individuati lontano dalle aree di cantiere, e con l’inserimento dei nuovi elementi di rischio. Era stata inoltre richiesta una maggiore segnaletica, sia orizzontale sia verticale, mentre agli studenti era stato ribadito il divieto di attraversare il cantiere.
La dirigente aveva infine chiesto nuove possibilità di parcheggio nelle aree della Provincia vicine al liceo, per ridurre il congestionamento davanti ai cancelli e mantenere libere le vie di accesso e di emergenza.
Dopo pochi giorni, la fuga di gas
È dentro questo quadro che si colloca l’emergenza di oggi. A pochi giorni dal tavolo tecnico convocato proprio per affrontare le criticità del cantiere, una tubazione del gas è stata tranciata durante i lavori e il liceo è stato evacuato. Ora il Comune ha disposto due giorni di chiusura. La riapertura potrà avvenire soltanto dopo le verifiche dei Vigili del Fuoco, l’accertamento dell’assenza di dispersioni e la certificazione della messa in sicurezza da parte del gestore del gas o di un tecnico abilitato.
Gli studenti, intanto, dovranno attendere per recuperare zaini, libri e materiale lasciati nelle aule. Ma l’emergenza di oggi riporta inevitabilmente al centro anche le richieste formulate dalla scuola pochi giorni fa: “Come sono state attuate le misure concordate al tavolo tecnico e quali ulteriori garanzie saranno necessarie prima che il liceo possa tornare alla normalità?”



