In via degli Artigiani questa mattina si è tornati a lavorare. Gli operai sono nuovamente impegnati nel cantiere per la separazione delle acque bianche da quelle nere. Una scena apparentemente normale, quasi rassicurante, se non fosse per quello che è accaduto ieri: una tubazione del gas tranciata, la dispersione di metano, l’evacuazione del Liceo Scientifico “G. Berto” e la paura vissuta da studenti, docenti e personale.
Oggi, però, gli studenti del “G. Berto” non ci sono. L’istituto è chiuso per ordinanza del sindaco Enzo Romeo, in attesa delle verifiche sugli impianti e delle necessarie certificazioni di sicurezza. Chiuso anche il vicino Eurospin, ma sulle ragioni del provvedimento non risultano, al momento, comunicazioni ufficiali. Il Liceo Capialbi, invece, è regolarmente in attività nelle aule ospitate nell’ala della Provincia, anche se gli studenti hanno disertato; mentre la sede dell’ente e gli uffici sono aperti.
La tubazione del gas tranciata sarebbe stata recuperata già nel primo pomeriggio di ieri e l’erogazione dovrebbe essere tornata regolare. Ma su tutto il resto domina l’incertezza. E soprattutto domina il silenzio.
Dopo l’evacuazione, nessuna comunicazione
È questo l’aspetto più difficile da comprendere. Dopo un episodio che ha imposto l’evacuazione di una scuola con circa 1.200 studenti, famiglie e cittadini avrebbero bisogno di sapere cosa è successo, cosa è stato fatto, quali verifiche sono state eseguite e quali condizioni devono essere rispettate prima della riapertura. E, invece, le famiglie interessate si sono ritrovate sulla bacheca digitale a loro riservata una avviso della scuola. Eccolo: “A causa di una improvvisa e importante fuga di gas metano nel cantiere antistante il Liceo, gli studenti alle 11:35 evacuano l’edificio accompagnati da tutto il personale scolastico e dal dirigente. Come indicato dai responsabili dell’emergenza e come discusso durante il tavolo tecnico del 28 settembre u. S., riunitosi presso il comune, gli studenti vengono accompagnati nel piazzale antistante il supermercato MD. Alle ore l2:15 dopo un confronto con le forze di polizia gli studenti vengono autorizzati a raggiungere le proprie abitazioni. Nessuno può entrare nell’istituto fino a nuove disposizioni”
Invece nulla dal mondo istituzionale a parte l’ordinanza sulla chiusura del Berto, le informazioni ufficiali non esistono. Non è chiaro neppure se la chiusura dell’Eurospin sia legata alle verifiche sugli impianti, alla situazione del cantiere o ad altre ragioni. Eppure non stiamo parlando di un disagio ordinario. Ieri c’è stata una fuga di gas in prossimità di una scuola. Gli studenti sono stati evacuati in emergenza e hanno lasciato nelle aule zaini, libri e oggetti personali che potranno essere ritirati solo venerdì quando si spera si possa rientrare a scuola. Invece nel tardo pomeriggio di ieri è stato possibile tornare nel piazzale e ritirare motorini e macchine. Non è un episodio da archiviare con qualche rassicurazione generica.
Il cantiere riparte, le risposte ancora no
La contraddizione è evidente: il cantiere è tornato operativo, mentre il Berto resta chiuso. È una decisione che può avere spiegazioni tecniche precise, ma proprio per questo dovrebbe essere spiegata. Quali controlli sono stati effettuati? Il tratto interessato è stato verificato? Quali garanzie sono state acquisite? Chi ha certificato che gli operai potessero tornare al lavoro? E quali ulteriori cautele sono state adottate dopo quanto accaduto ieri? Sono domande semplici. E in una situazione del genere dovrebbero avere risposte altrettanto semplici e soprattutto ufficiali.
Oggi il comitato tecnico
Un punto fermo, almeno, c’è: a Palazzo Luigi Razza è previsto un comitato tecnico per fare il punto sulla situazione. Ma anche su questo incontro, al momento, non sono stati comunicati con chiarezza né tutti i partecipanti né i contenuti che saranno affrontati. È proprio questa assenza di informazioni a lasciare spazio alle voci, alle ricostruzioni personali e alle supposizioni. Ed è esattamente ciò che le istituzioni dovrebbero evitare quando c’è di mezzo la sicurezza.
Ieri c’è stata paura. Oggi c’è un cantiere che riparte e una scuola che resta chiusa. In mezzo, però, mancano le parole ufficiali di chi dovrebbe spiegare ai cittadini cosa è successo e perché oggi la situazione viene considerata sotto controllo. Perché un problema non si risolve semplicemente abbassando il volume dell’allarme. E dopo un’evacuazione per una fuga di gas, il silenzio non è una risposta.






