La fuga di gas verificatasi martedì 6 ottobre presso il cantiere di via degli Artigiani, davanti al Liceo Scientifico “G. Berto” continua a suscitare reazioni politiche. A intervenire sono ora i gruppi consiliari di maggioranza dell’Amministrazione comunale, che chiedono di separare la ricostruzione dei fatti dalle polemiche e contestano quella che definiscono una strumentalizzazione dell’accaduto.
“Strumentalizzare a fini politici una situazione verificatasi non è politica, è sciacallaggio”, affermano i consiglieri di maggioranza, che definiscono l’episodio “a tutti gli effetti un evento di natura prettamente accidentale”. Una posizione netta, accompagnata dalla richiesta di attendere gli accertamenti tecnici prima di formulare accuse o individuare responsabilità.
Prima gli accertamenti, poi le responsabilità
Secondo la maggioranza, la dinamica dell’incidente deve essere ricostruita sulla base di elementi verificabili, attraverso l’esame delle procedure adottate nel cantiere e degli interventi messi in campo dopo la fuga di gas. “Quando un episodio ancora da ricostruire nei suoi dettagli tecnici diventa un’arma di propaganda politica – sostengono – non si fa altro che sminuire il fare politica”. L’Amministrazione sottolinea inoltre l’attivazione della macchina burocratico-amministrativa comunale subito dopo l’accaduto. Sul posto sono intervenuti l’assessore Monteleone, la dirigente Callisti, il responsabile della sicurezza, il responsabile unico del procedimento Santini e la direttrice dei lavori, l’ingegnere Beatrice Maione, seguendo le operazioni di messa in sicurezza.
Vigili del Fuoco e forze dell’ordine sul posto
Determinante, viene evidenziato, è stato anche l’intervento dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Gli accertamenti dovranno ora chiarire ogni aspetto dell’episodio e stabilire, qualora emergano, eventuali responsabilità. La maggioranza ribadisce infine la propria vicinanza agli alunni e al personale scolastico coinvolti nella fuga di gas e respinge l’idea che la sicurezza possa diventare terreno di contrapposizione politica. “La sicurezza non è e non può diventare terreno di tifoseria politica”, concludono i gruppi consiliari, chiedendo che sull’accaduto prevalgano ricostruzione dei fatti e responsabilità istituzionale.



