La fuga di gas di martedì 6 ottobre in via degli Artigiani a Vibo non può essere archiviata come un semplice incidente di cantiere. Una condotta del metano tranciata da un escavatore durante i lavori per la separazione delle acque bianche e nere ha creato una situazione di grave pericolo a pochi metri dal Liceo Scientifico “Giuseppe Berto”, con migliaia di studenti, docenti, personale scolastico e dirigente coinvolti, oltre alle numerose persone che in quel momento si trovavano nel supermercato adiacente all’area interessata.
Il rischio, adesso, è che quello che è stato uno scampato pericolo venga progressivamente ridimensionato. E sarebbe un errore. Perché quando viene messa a rischio l’incolumità di una comunità scolastica e di centinaia di cittadini, la risposta non può essere affidata soltanto alle ricostruzioni di chi era presente o al passaparola. Servono atti, responsabilità individuate, verifiche tecniche e soprattutto comunicazioni ufficiali.
Il tavolo chiesto dalla scuola
A chiedere il tavolo tecnico è stata proprio la scuola, attraverso la dirigente scolastica Licia Bevilacqua, dopo quanto accaduto nel cantiere davanti alla propria scuola. L’incontro si è tenuto oggi alle 11 nella sala giunta del Comune. Due assenze, però, hanno pesato sul confronto: quella del sindaco Enzo Romeo, al quale la dirigente aveva chiesto la convocazione del tavolo, e quella dell’impresa impegnata nei lavori. Si tratta della Metaledil Srl, con sede a Carinola, in provincia di Caserta. La direzione dei lavori è affidata a Beatrice Maione, figlia del progettista originario.
Per il Liceo Berto erano presenti la dirigente Bevilacqua, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione Carmen Corrado, il primo collaboratore Christian Gradia e due studenti, Nazzareno Franco e Andrea Callipo, in rappresentanza della scolaresca. Per il Comune hanno partecipato la dirigente dei Lavori pubblici Lorena Callisti, il responsabile unico del procedimento Alfredo Santini, l’assessore Salvatore Monteleone, il comandante della Polizia locale, Michele Bruzzese, il luogotenente Franco Russo per la Protezione civile, il dirigente Andrea Nocita e il geometra Gregorio Corigliano. Per la Provincia era presente il geometra Tonino La Scala.
La sicurezza prima dei tempi del cantiere
Il punto centrale emerso dal confronto è uno: garantire che le attività del cantiere non interferiscano con la presenza degli studenti e del personale scolastico. La dirigente ha proposto di spostare le lavorazioni nelle ore pomeridiane e notturne, così da evitare qualsiasi sovrapposizione con l’attività didattica; in alternativa provare a ricorrere alla Didattica a distanza per qualche giorno ma solo di fronte ad una data certa della chiusura del cantiere. La dirigente dei Lavori pubblici Lorena Callisti ha invece ipotizzato una diversa organizzazione: concentrare nelle ore pomeridiane le lavorazioni considerate più rischiose, come gli scavi, lasciando alla mattina attività meno invasive, come la posa delle tubazioni e i reinterri. Soluzioni operative, dunque, che dovranno però essere accompagnate da precise garanzie sulla sicurezza.
La scuola ha inoltre chiesto una nuova area di attesa per gli studenti. Quella individuata nei pressi del nuovo tribunale presenta infatti, secondo quanto evidenziato dalla dirigente, criticità legate al traffico intenso e alla presenza di incroci.
Mancano ancora verbali e documenti sulla sicurezza
È questo uno degli aspetti che più preoccupano. Al momento del tavolo non erano ancora arrivati al Comune il verbale dei vigili del fuoco relativo all’intervento di martedì né quello di Italgas. Ma non è tutto. I documenti relativi alla sicurezza che erano stati richiesti nel precedente tavolo tecnico non risultano ancora pervenuti al Liceo Berto. La richiesta è stata quindi nuovamente reiterata.
Il geometra Tonino La Scala ha assicurato che domani saranno avviati, attraverso una ditta specializzata, i controlli sulla rete interna del gas della scuola. Sono stati inoltre richiesti nuovi controlli e i relativi certificati di conformità. Sono passaggi che non possono essere considerati burocratici. Dopo quanto accaduto, rappresentano una condizione essenziale per poter garantire un rientro in classe in piena sicurezza.
E sul rientro di venerdì?
La scuola, salvo imprevisti, dovrebbe riaprire venerdì 9 ottobre. Ma la dirigente è ancora in attesa delle comunicazioni del settore Lavori pubblici per sapere in quali condizioni gli studenti potranno tornare in classe e come sarà organizzata la presenza nell’area interessata dal cantiere. Ed è proprio qui che la vicenda assume un rilievo che va oltre l’incidente di martedì. Per molto meno, di fronte a situazioni potenzialmente pericolose, vengono attivati Prefettura, vigili del fuoco, Protezione civile e tutti gli organismi competenti. In questo caso, invece, fino ad oggi non è arrivata una comunicazione ufficiale complessiva che ricostruisca l’accaduto, chiarisca le procedure adottate e informi cittadini e famiglie sulle condizioni di sicurezza. Il risultato è che un episodio potenzialmente gravissimo resta affidato soprattutto al racconto di chi lo ha vissuto.



