“In Calabria c’è bisogno di un piano sull’industria. Non c’è e averlo significa costruire un sistema industriale che per i lavoratori garantisce ‘applicazione dei contratti e della legge. In una situazione in cui non c’è vuol dire non creare valore e trasformare le produzioni che ci sono”. Lo ha detto Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil nazionale, oggi a Lamezia Terme per partecipare all’iniziativa della Cgil Calabria “Quale futuro per l’industria calabrese?”.
“Noi – ha aggiunto – pensiamo che ci siano degli investimenti industriali sul territorio che sono anche importanti. Penso a Baker Hughes, penso a Hitachi, ma sono investimenti che avrebbero bisogno di un piano di sostegno da parte delle imprese, di una crescita del resto del sistema dell’impresa sul territorio. Non bastano quelli che ci sono”.
“In più – ha detto il sindacalista – ci sono momenti in cui la criminalità organizzata attenta all’economia legale e industriale di questa regione. E’ una ferita per la Repubblica e noi difendiamo la struttura industriale e il lavoro come fondamento della nostra Repubblica per cui il tema della legalità è legato al fatto che ci sia lo sviluppo del lavoro con diritti sul territorio”.
Il patrimonio del Sud
“Ieri – ha detto il segretario generale della Fiom – ero all’Università di Cosenza. Se uno guarda alle giovani generazioni calabresi, e lo dico da meridionale perché sono nato in Puglia, noi abbiamo un patrimonio straordinario. Avremmo bisogno di offrire loro la possibilità di poter ricercare e sviluppare nel Mezzogiorno ma anche di poter lavorare nel Mezzogiorno. E se c’è un posto di lavoro dove hai dei diritti, quello è il posto di lavoro dell’industria. Noi abbiamo bisogno di offrire alle ragazze e ai ragazzi che studiano in questo momento la possibilità di potersi formare, ma anche di avere la possibilità di poter decidere di restare in Calabria come in tutto il Mezzogiorno, perché – ha concluso De Palma – non possiamo investire sui giovani che poi dopo emigrano per poter realizzare il proprio sogno professionale e il proprio sogno di vita”. (Ansa)



