San Ferdinando, workshop sulla Xylella: minaccia o opportunità per l’olivicoltura calabrese?

Nella sala consiliare un incontro sulle buone pratiche agroecologiche per contrastare la diffusione del batterio, tra prevenzione, monitoraggio e modelli agricoli sostenibili

Giovedì 15 ottobre, alle ore 16.00, presso la sala consiliare del Comune di San Ferdinando (RC), un incontro dedicato alla tutela dell’olivicoltura calabrese, alla prevenzione della Xylella fastidiosa e alla promozione di modelli agricoli sostenibili, nel rispetto dell’ambiente e dei cicli naturali.

La Xylella fastidiosa rappresenta una delle principali emergenze fitosanitarie per l’olivicoltura italiana e una sfida importante anche per la Calabria, regione in cui l’olivo costituisce non soltanto una risorsa economica, ma anche un elemento fondamentale del paesaggio, della biodiversità, della cultura rurale e dell’identità dei territori.

Come affrontare questa minaccia? Quali strategie di prevenzione possono essere adottate per proteggere gli oliveti e rafforzare la resilienza delle aziende agricole? E in che modo la crisi fitosanitaria può diventare un’occasione per ripensare i modelli produttivi, valorizzando l’agroecologia, l’agricoltura biologica e la tutela degli equilibri naturali?

Sono queste le domande al centro del workshop in programma a San Ferdinando, con il patrocinio dei Comuni di San Ferdinando e Taurianova.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Agricoltura Biologica Calabria e dalla Cooperativa della Terra – Contadinanza Necessaria, in collaborazione con Biol Italia, associazione di produttori biologici con sede a Bari, nell’ambito del progetto BIOLEVO, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con decreto direttoriale prot. n. 694886 del 29 dicembre 2025, CUP J95B25001010001.

Un confronto tra scienza, istituzioni e mondo agricolo

Il workshop riunirà olivicoltori, ricercatori, rappresentanti istituzionali, responsabili di cooperative e associazioni impegnate nella diffusione dell’agricoltura biologica, con l’obiettivo di condividere conoscenze scientifiche, esperienze concrete e strategie di prevenzione applicabili al territorio calabrese.

Tra gli ospiti di assoluto rilievo figura il professor Donato Boscia, massimo esperto a livello nazionale e internazionale di Xylella fastidiosa e delle sue implicazioni per l’olivicoltura, già responsabile della sede di Bari dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR (CNR-IPSP). Tra i primi scienziati a identificare, nel 2013, la presenza del batterio sugli olivi del Salento, ha dedicato una parte significativa della propria carriera allo studio della Xylella, coordinando numerosi progetti di ricerca europei e internazionali, tra cui il progetto POnTE. La sua partecipazione rappresenta un’importante occasione per approfondire, attraverso l’esperienza di uno dei massimi riferimenti scientifici del settore, le strategie di prevenzione, monitoraggio e contenimento del batterio, con particolare attenzione alle prospettive di tutela dell’olivicoltura calabrese.

Gli altri interventi

Interverranno anche Giovanni Pandullo, dirigente del Servizio Fitosanitario Regionale del Dipartimento Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione della Regione Calabria. Il suo contributo sarà dedicato alle attività istituzionali di monitoraggio, prevenzione e contrasto delle emergenze fitosanitarie, con particolare attenzione alle azioni di contenimento della Xylella fastidiosa sul territorio regionale.

Gaetano “Nino” Paparella, fondatore di Biol Italia. Porterà l’esperienza maturata nel mondo dell’olivicoltura biologica pugliese. Biol Italia è un’associazione di produttori biologici impegnata nella valorizzazione dell’olio extravergine di oliva biologico e delle filiere agroalimentari tradizionali italiane, anche attraverso iniziative, fiere e concorsi di rilievo nazionale e internazionale. Il suo intervento offrirà uno sguardo sulle esperienze degli olivicoltori pugliesi impegnati nella prevenzione e nel contenimento della Xylella fastidiosa.

A completare il quadro degli approfondimenti sarà Enzo Mescalchin, già ricercatore presso il Dipartimento Sperimentazione e Servizi Tecnologici e già responsabile dell’Unità Agricoltura Biologica della Fondazione Edmund Mach. La sua attività si è concentrata sulla biodiversità aziendale e sui metodi per misurarla, sulla viticoltura e frutticoltura biologica, sulla gestione sostenibile del suolo e sulla valorizzazione dei grani tradizionali. Ha inoltre condotto studi sulla protezione delle piante da frutto e della vite da alcune patologie, comprese quelle di origine virale e altre malattie vegetali.

Le istituzioni e il territorio a confronto

I saluti istituzionali saranno affidati a Luca Gaetano, sindaco di San Ferdinando, a Domenico Romeo, sindaco di Taurianova, e a Nino Quaranta, presidente della Cooperativa della Terra – Contadinanza Necessaria. I lavori saranno introdotti e coordinati da Maurizio Agostino, dell’Associazione Agricoltura Biologica Calabria. È inoltre previsto l’intervento di Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura, insieme a esponenti delle associazioni sindacali agricole, per favorire il confronto sulle esigenze del comparto e sulle prospettive di intervento a sostegno degli agricoltori.

Agroecologia, biodiversità e rispetto dei cicli naturali

La lotta alla Xylella fastidiosa richiede conoscenza scientifica, monitoraggio costante, tempestività degli interventi e collaborazione tra istituzioni, tecnici e agricoltori. Allo stesso tempo, rappresenta un’occasione per riflettere sulla salute complessiva degli agroecosistemi e sul ruolo che le buone pratiche agronomiche possono svolgere nel rafforzare la vitalità e la resilienza degli oliveti.

La tutela della biodiversità, la cura della fertilità del suolo, l’incremento della sostanza organica, la gestione equilibrata della vegetazione spontanea e la riduzione degli impatti ambientali sono elementi centrali di un approccio agroecologico che mira a mantenere gli equilibri naturali e a valorizzare le risorse locali.

La sfida è coniugare rigore scientifico e rispetto dell’ambiente, evitando contrapposizioni tra tutela della natura e protezione delle produzioni agricole. Un’agricoltura capace di preservare il suolo, favorire la biodiversità e rispettare i cicli naturali può rappresentare una risorsa strategica per affrontare le emergenze fitosanitarie e garantire un futuro alle aziende olivicole.

L’incontro di San Ferdinando intende dunque promuovere una riflessione concreta sul futuro dell’olivicoltura calabrese, partendo dalla consapevolezza che la difesa delle produzioni agricole non può prescindere dalla conoscenza, dalla prevenzione e dalla collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.

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