Non si è fatta attendere la replica di Alessandra Grimaldi, capogruppo di Democratici e Riformisti per Vibo, al gruppo consiliare Cuore Vibonese, che aveva ringraziato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per i 240mila euro destinati al capoluogo nell’ambito del progetto “Festival teatrale regionale della Calabria”. “Registriamo con tenerezza l’ultima uscita” del gruppo, scrive Grimaldi.
“Non una concessione presidenziale”
Secondo la capogruppo, la somma, assegnata anche agli altri capoluoghi di provincia, è il risultato della partecipazione a un bando pubblico: “un ordinario meccanismo amministrativo, fondato su graduatorie e criteri di ripartizione delle risorse ministeriali attraverso il Poc Calabria”. Non si tratterebbe quindi, afferma, “di una concessione presidenziale, né di un atto di particolare generosità politica”.
L’accusa di adulazione
Grimaldi parla di “una delle più puerili manifestazioni di adulazione politica, confezionata su misura per ingraziarsi chi decide nomine e incarichi”, nella speranza, sostiene, di conquistare “quell’agognato posto in Giunta regionale” che il rappresentante vibonese della maggioranza “insegue da tempo”. Una “passerella imbarazzante”, aggiunge, “condita con toni da cortigiani”: i rappresentanti regionali, a suo avviso, dovrebbero rivendicare dignità e pretendere, anche dai banchi della maggioranza, “risposte concrete e immediate sui problemi reali” del territorio.
La sanità vibonese
Il primo di questi problemi è la sanità pubblica, “ormai ridotta al lumicino”. Al pronto soccorso, denuncia Grimaldi, i pazienti attendono nei corridoi, spesso sulle carrozzelle, per la cronica carenza di posti letto; nei reparti di degenza sono sistemati in spazi angusti, senza la garanzia della minima privacy. La fuga dei professionisti non si è arrestata, i concorsi vanno deserti e chi resta in servizio sostiene turni massacranti per compensare le carenze. A questo si aggiungono “liste d’attesa interminabili” e una progressiva riduzione dell’offerta diagnostica gratuita, che alimenta la disuguaglianza: chi può si rivolge al privato e ottiene risposte rapide, chi non può attende, rinuncia alle cure o rinvia gli accertamenti. Intanto, osserva, il privato intercetta una domanda crescente e attira professionisti qualificati.
L’invito ai consiglieri
I consiglieri di Cuore Vibonese, conclude Grimaldi, anziché “prodigarsi in ringraziamenti di circostanza”, dovrebbero impegnarsi insieme al loro riferimento politico, il consigliere Pitaro, perché la sanità vibonese non sia abbandonata al proprio destino. “La dignità di un territorio non si misura dalla gratitudine ostentata verso chi governa, ma dalla capacità dei suoi rappresentanti di pretendere ciò che spetta ai cittadini. Il sipario, sulla sanità vibonese, non deve calare. Deve calare, semmai, su una politica incapace di anteporre gli interessi della comunità alle proprie ambizioni”.



