Callipo e il carcere di Vibo, dieci anni di collaborazione: circa 70 detenuti assunti per confezionare le idee regalo natalizie

Dal 2016 ogni anno sette persone vengono formate e assunte per circa due mesi nel reparto allestito dall’azienda dentro la Casa circondariale, dove si realizzano 11mila confezioni. Per il decennale nasce la collezione “Sogni in scatola” illustrata da Frelly

Dieci anni di collaborazione tra Callipo e la Casa circondariale di Vibo Valentia, nata per offrire alle persone detenute un’occasione di formazione e lavoro. Avviata nel 2016, l’esperienza rappresenta un percorso concreto di inclusione lavorativa attraverso il quale i partecipanti possono acquisire competenze professionali e guardare al futuro con nuove prospettive.

I numeri del progetto

Dall’avvio assunti complessivamente circa settanta detenuti, con una media di sette persone coinvolte ogni anno, impegnate nel confezionamento delle cassette regalo natalizie. I partecipanti sono selezionati dalla Direzione del penitenziario tra i più meritevoli e sono regolarmente assunti dall’azienda per circa due mesi. Nel reparto di confezionamento allestito da Callipo all’interno del carcere vengono realizzate 11mila confezioni all’anno.

Fin dalla nascita, la collaborazione è stata pensata come un programma di formazione che affianca all’esperienza lavorativa la trasmissione dei valori dell’azienda: qualità, tradizione, rispetto, solidarietà e fiducia. Anche il personale aziendale contribuisce, affiancando e formando i detenuti nelle attività di confezionamento.

Le parole di Giacinto Callipo

“Sono profondamente legato a questo progetto, come imprenditore ma, prima ancora, come uomo”, commenta Giacinto Callipo, membro del Cda di Callipo Group. “L’ho fortemente voluto fin dal primo giorno e, da allora, ho scelto di viverlo in prima persona, trascorrendo alcune giornate all’interno del carcere e lavorando fianco a fianco con i miei ‘colleghi’ nel confezionamento delle cassette regalo. In quei momenti siamo tutti parte della stessa squadra: condividiamo il lavoro, le responsabilità e un obiettivo comune. Sono esperienze che lasciano il segno, capaci di regalarmi emozioni autentiche, nuova energia e, soprattutto, una straordinaria lezione di umanità. Ogni volta che varco in uscita quelle mura, porto con me qualcosa di prezioso e la consapevolezza di aver ricevuto molto più di quanto abbia dato. È questa la ricompensa più grande per l’impegno e gli sforzi organizzativi che un progetto di questo tipo richiede a un’azienda, ma che trovano pieno significato nel valore umano e sociale che riesce a generare”.

Il lavoro come opportunità di ripartenza

Per Callipo il significato dell’iniziativa va oltre l’attività produttiva e testimonia l’impegno verso il territorio e la comunità. “Attraverso il lavoro offriamo ai detenuti coinvolti un’opportunità concreta, un riconoscimento economico, la possibilità di sentirsi parte di una squadra e, mi auguro, la speranza di guardare al futuro con una prospettiva diversa”, afferma Giacinto Callipo. “Mi piace pensare però che i benefici di questa esperienza possano andare anche oltre le persone direttamente coinvolte, contribuendo positivamente alla vita dell’intero istituto penitenziario”.

La direttrice del carcere

Interviene anche la direttrice della Casa circondariale, Angela Sciavicco: “Pur essendomi insediata da poco, ho avuto modo di apprezzare sin da subito il valore di questa pregevole iniziativa, avviata dai colleghi che mi hanno preceduta e consolidata grazie all’impegno della collega Angela Marcello. È un esempio significativo di collaborazione tra l’Amministrazione penitenziaria e il mondo imprenditoriale, che auspico possa proseguire e consolidarsi ulteriormente. Ritengo fondamentale che l’istituzione penitenziaria sia aperta alla comunità esterna, nella consapevolezza che la finalità rieducativa della pena richieda anche il coinvolgimento attivo del territorio. Il lavoro costituisce uno degli strumenti più importanti per favorire la responsabilizzazione e il reinserimento sociale delle persone detenute, contribuendo alla prevenzione della recidiva e, conseguentemente, alla sicurezza dell’intera collettività”.

Sciavicco rivolge poi un invito alle imprese del territorio: “Considerare questa Direzione come un interlocutore disponibile a sviluppare nuove forme di collaborazione, nel rispetto delle necessarie condizioni organizzative e di sicurezza. Le agevolazioni previste dalla cosiddetta Legge Smuraglia rappresentano, peraltro, un’importante opportunità per favorire tali iniziative”.

La collezione “Sogni in scatola”

In occasione del decennale nasce la nuova collezione di idee regalo “Sogni in scatola”, firmata da Frelly (Enrico Focarelli Barone), artista e illustratore originario di Catanzaro, e confezionata dai detenuti selezionati nell’ambito della collaborazione. Sette nuove storie, con illustrazioni che evocano un mondo sospeso dove il mare incontra il cielo e la fantasia si intreccia ai ricordi. Una collezione che unisce arte, creatività e tradizione: ogni confezione, sottolinea l’azienda, diventa un oggetto da custodire che celebra il valore della collaborazione, dell’appartenenza e dell’inclusione.

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