Il fronte della protesta ora è spaccato. Difficile in questi momenti capire tutti i retroscena. Per adesso si registra la decisione di Palazzo Chigi. Il Governo in sostanza prova a dare una risposta alla protesta contro il caro carburante. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge con nuove misure di sostegno per autotrasporto, agricoltura e pesca, tre settori messi sotto pressione dall’aumento dei costi. Ma mentre arrivano gli annunci e si promettono risorse in tempi rapidi, resta da capire se gli interventi saranno sufficienti a restituire ossigeno alle imprese, soprattutto a quelle del Sud, dove il costo dei trasporti pesa direttamente sulla competitività dell’economia.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato l’accordo con le associazioni dell’autotrasporto e l’avvio dei pagamenti, assicurando che il Governo intende ascoltare chi manifesta pacificamente e dare risposte concrete.
Autotrasporto, crediti d’imposta in arrivo
La prima misura riguarda gli autotrasportatori. Il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha annunciato il rafforzamento delle risorse destinate ai crediti d’imposta sul gasolio. Il plafond per le spese sostenute da marzo ad agosto 2026 sale da 430 a 480 milioni di euro, con ulteriori 60 milioni per il periodo dal primo settembre al 5 ottobre. Secondo Rixi, i primi crediti saranno disponibili già dalla prossima settimana per circa duemila imprese le cui pratiche sono state trasmesse. Il provvedimento prevede inoltre la possibilità di utilizzare i crediti d’imposta nei primi mesi del 2027, evitando che alcune aziende si trovino nell’impossibilità di recuperare quanto spettante.
Prevista anche la sospensione, fino al 31 marzo 2027, dei canoni di leasing dei veicoli in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027. Un intervento pensato per alleggerire la pressione finanziaria sulle aziende. Sono previste, inoltre, misure per le imprese più piccole in difficoltà che non possono accedere ai crediti d’imposta riservati ai mezzi con determinati requisiti ambientali e di peso.
Agricoltura, 60 milioni per il gasolio
Per le aziende agricole arrivano altri 60 milioni di euro destinati a compensare l’aumento del costo del carburante. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha spiegato che le risorse si aggiungono ai 100 milioni già stanziati oltre al miliardo annuo di incentivi. I nuovi fondi saranno erogati attraverso Agea e serviranno a sostenere l’acquisto di 121 milioni di litri di carburante agricolo, con un contributo fino a 45 centesimi al litro. L’intervento copre le spese fino al 15 ottobre e punta a garantire liquidità alle aziende che hanno già sostenuto costi più elevati. Una misura rilevante per un comparto che deve fare i conti non soltanto con il gasolio, ma anche con l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e delle altre spese di produzione.
Pesca, 10 milioni e la richiesta di interventi strutturali
Altri 10 milioni sono destinati alle imprese ittiche. Secondo il ministro, tutte le oltre 1.600 aziende che avevano presentato domanda hanno ricevuto una risposta positiva rispetto al contributo richiesto. Il sostegno economico, tuttavia, non chiude la questione. Le organizzazioni della pesca siciliana, tra cui Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Legacoop Sicilia Agroalimentare e Pesca e le altre sigle del comparto, giudicano l’intervento una boccata d’ossigeno, ma avvertono che la crisi rimane profonda.
Costi di gestione elevati, difficoltà operative, emergenze climatiche e margini sempre più ridotti continuano a mettere a rischio le imprese e l’occupazione. Da qui la richiesta di risorse tempestive, ristori per i danni subiti e una strategia di lungo periodo capace di tutelare un settore essenziale per le economie costiere.
Il nodo del Sud: le merci non possono restare ferme
Accanto agli aiuti, dal Governo arriva un appello a porre fine ai blocchi stradali. Rixi ha chiesto di ripristinare la normalità, richiamando in particolare le difficoltà delle aziende meridionali nel distribuire i prodotti ortofrutticoli. Sulla stessa linea Lollobrigida, che ha riconosciuto il diritto alla mobilitazione, ma ha invitato a evitare danni ad altri operatori economici. Il rischio, ha avvertito, è che le merci del Sud, se non riescono a raggiungere i mercati, vengano sostituite da prodotti provenienti dall’estero. Una conseguenza che finirebbe per penalizzare proprio le imprese che la protesta vorrebbe difendere.
Aiuti immediati, ma la crisi non è risolta
Il decreto mette sul tavolo risorse e strumenti per contenere gli effetti del caro carburante. Per le imprese, però, il punto decisivo sarà la rapidità con cui gli aiuti arriveranno e la loro capacità di incidere sui costi reali. Per la Calabria e per il Mezzogiorno, dove agricoltura, pesca e trasporto delle merci sono componenti importanti dell’economia, la questione non si esaurisce nei crediti d’imposta. Servono condizioni che consentano alle aziende di lavorare senza accumulare perdite e di raggiungere i mercati senza ulteriori ostacoli.
Il Governo chiede di fermare i blocchi. Le imprese chiedono di poter continuare a lavorare. La sfida è fare in modo che gli aiuti annunciati non restino soltanto una risposta all’emergenza, ma diventino il primo passo per affrontare una crisi che colpisce la produzione, la distribuzione e, in definitiva, il prezzo pagato dai consumatori.



