Emergenza povertà, i dati Istat: al Sud l’incidenza più alta d’Italia

Il nuovo Rapporto Bes traccia una mappa a due velocità: se a livello nazionale aumentano gli indicatori di benessere, al Sud la carenza di reddito e la povertà assoluta restano un'emergenza sociale ben oltre i parametri europei

L’Italia migliora le posizioni nei diversi campi che formano il Benessere equo e sostenibile come il lavoro, la salute, l’ambiente etc.., ma nel rischio povertà resta sopra la media Ue e rimane in svantaggio sul fronte del reddito disponibile e la difficoltà ad arrivare a fine mese. Il rapporto Bes stilato dall’Istat quest’anno, vede un miglioramento di 54 dei 132 indicatori che lo compongono, con 55 sono stabili e 23 peggiorano. Tuttavia il rischio di povertà colloca l’Italia in una situazione peggiore rispetto alla media europea (+2,3 punti percentuali). Rispetto all’Ue il nostro paese ha punti di forza su salute e sicurezza con maggiori criticità nei domini dell’Istruzione e formazione, del Lavoro e conciliazione dei tempi di vita e dell’Innovazione, ricerca e creatività.

Oltre 5,4 milioni di persone in povertà assoluta nel 2025: si conferma più difficile la condizione delle famiglie numerose e di quelle con almeno un figlio minore. Nel 2025 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono l’8% sul totale delle famiglie residenti, coinvolgendo il 9,3% dei residenti. L’incidenza di povertà assoluta individuale si mantiene più elevata nel Mezzogiorno 11,5%, era il 12,5% nel 2024. Segue il Nord con l’8,5% (era 8,8% del 2024), e il Centro conferma i valori più contenuti con il 7,4% (era 7,6% nel 2024). Il rischio di povertà colloca l’Italia in una situazione peggiore rispetto alla media europea (+2,3 punti percentuali). (Ansa)

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