Il Museo diocesano di arte sacra di Nicotera è chiuso da metà luglio, a pochi giorni dall’inaugurazione del 6 luglio, celebrata in pompa magna dopo sette anni di attesa. Sulla vicenda è intervenuto ora, per la prima volta, il vescovo Attilio Nostro, spiegando che la struttura necessita di lavori di messa a norma e di adeguamento prima di poter essere pienamente fruibile.
Le dichiarazioni sono arrivate a Mileto, durante il convegno “Il Ritorno di Eremburga”, e riportano al centro una questione rimasta finora senza una spiegazione pubblica. Se sono necessari ulteriori interventi per rendere il museo accessibile, quali verifiche erano state effettuate prima della riapertura? E perché, dopo una cerimonia ufficiale che aveva presentato il ritorno del museo come un risultato raggiunto, le porte si sono richiuse nel giro di una settimana? Da queste parti evidentemente è una prassi. Il contagio del “taglio del nastro” è piuttosto diffuso, basterebbe andare indietro di qualche anno e pensare a quanto è accaduto per il teatro comunale di Vibo Valentia, inaugurato e poi chiuso il giorno successivo per due anni: doveva essere adeguato, la struttura era inutilizzabile.
Sette anni di attesa, ma la riapertura resta incompiuta
Alla cerimonia del 6 luglio a Nicotera avevano partecipato autorità religiose, politiche, militari e civili. L’inaugurazione aveva segnato la conclusione di un lungo percorso, al quale avevano contribuito il vescovo e il sindaco Giuseppe Marasco, insieme a quanti si erano impegnati per restituire alla città il suo patrimonio culturale. La chiusura da metà luglio ha però lasciato cittadini, associazioni e turisti senza risposte certe. Le parole del vescovo chiariscono almeno un aspetto: per riaprire occorrono altri lavori e adeguamenti. Resta da capire quali siano gli interventi necessari, quali tempi richiedano e quando il museo potrà tornare ad accogliere i visitatori.
Il patrimonio non può restare inaccessibile
La vicenda assume un peso ulteriore in una città che punta anche sulla propria storia e sulle testimonianze artistiche per qualificare l’offerta turistica. Chi arriva a Nicotera deve poter trovare luoghi della cultura realmente visitabili, non strutture inaugurate e poi sottratte alla fruizione pubblica. Anche il Museo civico-archeologico attende la riapertura, legata al completamento dei lavori nei locali. Due tasselli importanti del patrimonio cittadino che, anziché diventare una risorsa concreta, restano indisponibili.
Ora servono tempi certi
Giuseppe Calopresti, vicepresidente dell’associazione Difesa diritti del territorio, aveva già richiamato l’attenzione sulla mancanza di una comunicazione ufficiale, osservando che una spiegazione tempestiva avrebbe potuto evitare il proliferare delle polemiche. L’intervento del vescovo riporta dunque la vicenda sul terreno dei fatti. Non basta sapere che occorrono lavori: è necessario chiarire quali interventi debbano essere eseguiti e indicare un percorso concreto verso la riapertura. “Dopo sette anni di attesa, Nicotera ha diritto di sapere – evidenziano in molti – quando il suo Museo di arte sacra tornerà accessibile. L’inaugurazione ha segnato una data, ma non ha restituito alla città un museo stabilmente fruibile”.



