Il presidente della Consulta Amoroso all’UMG: l’IA è una grande opportunità ma va regolata e non sostituirà il giudice

Storica visita dell'attuale presidente della Corte costituzionale al Campus universitario per una lectio magistralis sull'informazione giuridica nell'era digitale. Presenti il rettore Cuda e il sindaco Fiorita

Per la prima volta un presidente della Corte costituzionale in carica ha tenuto una lectio magistralis a Catanzaro. Giovanni Amoroso è stato ospite questa mattina dell’Università Magna Graecia, dove ha tenuto una lezione sul tema “L’informazione giuridica al tempo dell’intelligenza artificiale”.

Gremito di studenti e rappresentanti delle istituzioni civili e militari l’auditorium del Campus universitario “Salvatore Venuta”, che ha accolto il presidente della Consulta per un appuntamento organizzato nell’ambito del dottorato di ricerca in Diritto della società digitale e dell’innovazione tecnologica, coordinato dal professore Fulvio Gigliotti. Ad aprire l’incontro i saluti istituzionali del rettore Giovanni Cuda, della direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia, Aquila Villella, e del sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, che ha evidenziato il significato storico della presenza di un presidente della Corte costituzionale in carica nel capoluogo calabrese.
Parlando a margine con i giornalisti Amoroso ha spiegato come l’IA sia “un fiume che non si può fermare, però deve essere regolato e tenuto sotto controllo. Deve essere dominato, altrimenti si rischia di essere travolti e gestiti dall’intelligenza artificiale”.

“L’IA non sostituirà il giudice”

Amoroso ha ricordato come il settore sia già disciplinato dal regolamento europeo e dalla legge italiana 132 del 2025. “L’intelligenza artificiale credo sia una grande opportunità, se utilizzata bene, se tenuta sotto controllo”, ha aggiunto, rivolgendo un messaggio di ottimismo agli studenti di Giurisprudenza: “I giovani ne usufruiranno ancora di più”. Quanto all’impiego di questa tecnologia in ambito giudiziario ha osservato come i provvedimenti siano motivati dal giudice, “che può giovarsi di un sistema di intelligenza artificiale ma non può essere sostituito”.

“In Cassazione utilizzano il sistema Copilot” per la selezione e la classificazione dei documenti, ha spiegato Amoroso, mentre “anche noi in Corte costituzionale abbiamo avviato un’iniziativa per dotarci di un sistema proprietario della Corte che operi solo sui dati della Corte stessa”. Interpellato dai cronisti sui casi di utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale nella redazione dei provvedimenti giudiziari, Amoroso ha ricordato che anche “la Cassazione si è trovata ad annullare una sentenza nella quale si era utilizzato un sistema di IA, ma qui c’è una prescrizione proprio costituzionale. I provvedimenti vanno motivati ovviamente dal giudice che può giovarsi di un sistema di intelligenza artificiale ma non può essere sostituito”. (Ansa)

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