Arresto di Flavio Stasi, Gaglianese invita alla prudenza: basta processi sommari, aspettiamo le carte

Il presidente de La Tazzina della Legalità richiama politica e istituzioni al rispetto della presunzione di innocenza. "Nessuno si trasformi in giudice senza conoscere gli atti"

Sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, interviene Sergio Gaglianese, presidente dell’associazione culturale La Tazzina della Legalità. Lo fa con una presa di posizione che richiama la politica, tanto di maggioranza quanto di opposizione, alla prudenza e al rispetto delle garanzie individuali, contestando il susseguirsi di dichiarazioni e giudizi formulati prima ancora di conoscere gli atti dell’inchiesta.

Gaglianese spiega di non aver inizialmente avuto intenzione di intervenire pubblicamente, ma di aver ritenuto necessario farlo davanti alle numerose prese di posizione che hanno accompagnato la notizia del coinvolgimento del primo cittadino.

«Nessuno emetta sentenze preventive»

Nel suo intervento, il presidente dell’associazione sottolinea il percorso amministrativo di Stasi e le battaglie che, a suo giudizio, ne hanno caratterizzato l’impegno pubblico, con particolare riferimento alla trasparenza, alla legalità e al contrasto alla ‘ndrangheta. Elementi che, secondo Gaglianese, rendono ancora più necessario affrontare la vicenda senza pregiudizi e senza conclusioni affrettate. Il richiamo è rivolto soprattutto agli esponenti politici e a chi ricopre incarichi istituzionali. “È francamente inaccettabile assistere a fiumi di dichiarazioni, sentenze preventive e prese di posizione da bar, formulate senza conoscere gli atti, le contestazioni e i dettagli dell’indagine”, sostiene Gaglianese, che considera ancora più grave questo atteggiamento quando proviene da rappresentanti delle istituzioni, chiamati a esercitare responsabilità e misura.

Il rispetto per la magistratura e il rischio degli errori

La riflessione non risparmia il versante giudiziario. Gaglianese riconosce il lavoro della Procura e del procuratore Salvatore Curcio, osservando che una richiesta di misura cautelare nei confronti di un sindaco di una città importante presuppone valutazioni approfondite da parte degli inquirenti. Allo stesso modo, richiama il ruolo del Gip nell’esame degli elementi sottoposti alla sua attenzione.

Ma, aggiunge, la storia giudiziaria italiana e calabrese ricorda anche vicende nelle quali si sono verificati errori giudiziari. Cita, in particolare, i casi Callipo e Parrilla, per sottolineare quanto sia necessario evitare giudizi anticipati, sia di condanna sia di assoluzione.

«Aspettiamo l’interrogatorio di garanzia»

Da qui l’invito a lasciare spazio alle procedure giudiziarie, attendendo l’interrogatorio di garanzia e le successive verifiche. “In questo momento dovremmo tutti avere il buon senso di tacere”, afferma, precisando che non si tratta di indifferenza o timore, ma di rispetto per la Procura, per il Gip e per la persona coinvolta, alla quale deve essere garantito il diritto di difendersi e chiarire la propria posizione. Gaglianese manifesta inoltre l’auspicio che Stasi possa fornire le spiegazioni necessarie e dimostrare la propria estraneità alle contestazioni, qualora ne ricorrano i presupposti.

«La presunzione di innocenza è un diritto»

La conclusione richiama il ruolo e i principi dell’associazione. “La Tazzina della Legalità non distribuisce patenti di innocenza e non emette sentenze di colpevolezza”, scrive il presidente, ribadendo che la legalità non può essere invocata o accantonata in base alle vicinanze e alle appartenenze politiche. Un principio che Gaglianese sintetizza in un passaggio centrale del suo intervento: “La presunzione di innocenza non è un favore, è un diritto. Il rispetto delle istituzioni non è una dichiarazione di circostanza, è un dovere”.

E chiude con un richiamo destinato soprattutto al dibattito politico di queste ore: “Il silenzio, qualche volta, è la forma più alta di rispetto della giustizia”.

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