Nelle ore notturne, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha affidato a un messaggio video pubblicato sui propri canali social la propria posizione in merito alle indiscrezioni giudiziarie emerse a suo carico. Il governatore ha smentito categoricamente di aver ricevuto comunicazioni formali relative a un’imminente richiesta di rinvio a giudizio per il reato di truffa aggravata. L’intervento si è reso necessario a seguito della pubblicazione di un articolo da parte de Il Fatto Quotidiano, nel quale si ipotizzava che la Procura di Roma fosse pronta a sollecitare il processo nei confronti del presidente regionale. Al centro dell’attività investigativa vi sarebbero presunte irregolarità inerenti all’utilizzo della vettura di servizio e la gestione di un presunto doppio rimborso relativo a spese di viaggio.
Il prosieguo del mandato
Nel corso del filmato diffuso in rete, Occhiuto ha respinto i rilievi emersi concernenti l’uso dell’auto istituzionale, definendo tali addebiti come “piccinerie” che intende ribadire e chiarire compiutamente nell’eventuale fase dell’udienza preliminare davanti ai giudici.
Ripercorrendo lo sviluppo dei diciotto mesi dall’avvio dei primi accertamenti da parte degli inquirenti, il vertice della Giunta calabrese ha manifestato rammarico per la piega assunta dalla vicenda, confermando tuttavia la ferma intenzione di proseguire nello svolgimento delle proprie funzioni alla guida della Regione senza lasciarsi condizionare dall’iter giudiziario.



