La ferita inferta all’araucaria secolare che per circa 140 anni ha svettato sul profilo di Pizzo non accenna a rimarginarsi, trasformandosi in una mobilitazione civile. Italia Nostra a.p.s. (Sezione di Vibo Valentia) ha preso una posizione netta definendo l’accaduto come la “morte” della bellezza, della monumentalità e del valore identitario della città. In risposta a quelli che l’associazione descrive come “gravissimi fatti”, è stata ufficialmente indetta una pubblica manifestazione pacifica per il prossimo 4 aprile, a partire dalle 16.
L’appuntamento in piazza
L’assemblea, già notificata alla Questura di Vibo Valentia ai sensi delle norme di pubblica sicurezza, si terrà in Piazza della Repubblica. In caso di maltempo, gli organizzatori hanno richiesto al Comune la disponibilità del Palazzo della Cultura come sede alternativa. L’invito alla partecipazione è esteso a tutta la cittadinanza, alle associazioni e alle autorità preposte alla tutela della legalità e del patrimonio culturale e ambientale. L’obiettivo è chiaro: manifestare sdegno e segnare un distacco netto da un evento che ha privato la comunità di un simbolo irripetibile.
La richiesta di lutto cittadino
Parallelamente alla mobilitazione, il presidente f.f. di Italia Nostra, Alessandro Caruso Frezza, ha rivolto un appello al sindaco di Pizzo, Sergio Pititto. L’associazione chiede l’emissione di un’ordinanza di lutto cittadino per le giornate di domani o dopodomani.
Il parallelismo citato è quello con il Comune di San Lorenzo (RC), dove lo scorso febbraio fu proclamato il lutto per la caduta dell’olmo monumentale a causa del maltempo. Tuttavia, Italia Nostra sottolinea una differenza sostanziale e dolorosa: “Sebbene qui l’Araucaria non sia morta fisicamente […] è indubbio che sia morta la sua bellezza paesaggistica, la sua monumentalità e il suo essere simbolo unico di Pizzo. È morto il valore di memoria e di civiltà locale”.
Riflessione e catarsi nel periodo pasquale
Secondo l’associazione, la perdita di un monumento naturale che ha richiesto quasi un secolo e mezzo per crescere rappresenta una “morte” simbolica che merita un momento di raccoglimento ufficiale. La coincidenza con il periodo pasquale viene vista come un’occasione propizia per una riflessione collettiva e una “positiva catarsi” rispetto a condotte umane definite dannose e ingiuste. La città è ora chiamata a rispondere: tra la memoria di ciò che l’araucaria rappresentava e la richiesta di un segnale forte da parte delle istituzioni.


