Nella serata del 14 gennaio scorso, personale della Polizia di Stato – Squadra Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corigliano Rossano – nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, ha tratto in arresto un uomo di 46 anni, cittadino straniero domiciliato nell’area urbana di Corigliano, colto nella flagranza dei reati di minaccia, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
La segnalazione
La vicenda ha avuto origine da una segnalazione pervenuta al Numero Unico di Emergenza 112, relativa a presunti maltrattamenti dell’uomo nei confronti della compagna convivente. Gli agenti, giunti tempestivamente sul posto, hanno notato in strada la donna che aveva richiesto l’intervento, bisognosa di aiuto a seguito delle condotte che, secondo quanto riferito, sarebbero state poste in essere dal compagno poco prima e protratte nel tempo.
Aggressione ai poliziotti
Dopo aver messo in sicurezza la donna, successivamente trasportata in ospedale per le cure del caso, i poliziotti si sono diretti presso l’abitazione dove era rimasto l’uomo. Alla vista degli operatori, il 46enne ha iniziato a dare in escandescenze, assumendo un atteggiamento ostile e minacciando gli agenti, rifiutandosi inizialmente anche di fornire le proprie generalità.
L’arresto
Nel momento in cui gli operatori stavano per visionare il documento di identità dell’uomo, consegnato solo dopo diversi minuti, quest’ultimo ha improvvisamente sferrato un pugno con la mano destra nei confronti di uno dei poliziotti. L’agente è riuscito a proteggersi dal colpo, diretto al volto, ma nel tentativo di difendersi ha riportato un infortunio alla mano. Nella concitazione, l’uomo ha poi spintonato violentemente anche l’altro operatore, per tornare subito dopo a inveire contro il primo con ulteriori spintoni e calci. A quel punto, gli agenti sono riusciti a contenerlo e a trarlo in arresto per i reati di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
Condanna
Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Castrovillari, l’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio per direttissima. Nel pomeriggio del 16 gennaio 2026, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e ha condannato il 46enne alla pena di un anno di reclusione, concedendo il beneficio della sospensione condizionale della pena.
L’episodio evidenzia la determinazione dell’autorità giudiziaria e della polizia giudiziaria nel contrastare condotte violente, in particolare quelle riconducibili ai reati del cosiddetto “codice rosso” in danno di vittime vulnerabili, che non trovano alcuna giustificazione, ancor più quando rivolte contro operatori delle forze dell’ordine impegnati nell’esercizio delle proprie funzioni.


