Aggressione in chiesa durante la messa serale, parroco colpito al volto davanti ai fedeli

Una donna interrompe la celebrazione e agisce con violenza all’interno della parrocchia di Borgia, creando panico e sconcerto tra i presenti. Avviati gli accertamenti dei carabinieri mentre la comunità si stringe attorno al suo pastore

La violenza che irrompe in uno spazio sacro non è mai un fatto ordinario. Quando accade durante una celebrazione religiosa, davanti a una comunità raccolta, il gesto assume un valore simbolico che va oltre l’episodio in sé e interroga il clima sociale di un territorio. È quanto avvenuto a Borgia (provincia di Catanzaro)dove una donna ha aggredito il parroco don Roberto Celia durante la messa vespertina, colpendolo al volto all’inizio della funzione. Non si è trattato di un diverbio improvviso o di una tensione marginale. L’aggressione è avvenuta sotto gli occhi dei fedeli, in un momento che per sua natura dovrebbe essere dedicato alla preghiera e alla condivisione. Un atto che ha generato sconcerto, paura e una sensazione di vulnerabilità profonda, non solo nel sacerdote colpito ma nell’intera comunità parrocchiale.

Un gesto che rompe il silenzio della chiesa

Secondo la ricostruzione dei fatti, l’aggressione è stata preceduta da urla e frasi pronunciate ad alta voce dalla donna, poi culminate nel colpo inferto al parroco. Don Roberto Celia, colpito al volto, avrebbe riportato la rottura degli occhiali, segno tangibile della violenza subita. L’intervento immediato dei presenti ha evitato conseguenze più gravi, ma non ha impedito che l’episodio lasciasse una ferita evidente nel clima della celebrazione. La messa è stata interrotta. La normalità, in pochi istanti, si è trasformata in caos. La sacrestia, luogo riservato e silenzioso, è diventata rifugio e teatro di tensione. La chiesa, spazio simbolico di pace, si è rivelata improvvisamente fragile.

L’intervento delle forze dell’ordine

I carabinieri sono giunti rapidamente sul posto, ascoltando i testimoni e avviando gli accertamenti. L’aggressione è ora oggetto di valutazione sotto il profilo giudiziario, con l’ipotesi di reati che vanno ben oltre il semplice alterco verbale. Sarà l’autorità competente a stabilire le responsabilità e l’eventuale natura premeditata del gesto. L’episodio, per la sua gravità, non può essere archiviato come una semplice “intemperanza”. Colpire un sacerdote durante una funzione religiosa significa violare un confine condiviso, culturale prima ancora che religioso, che tutela i luoghi e i momenti della vita collettiva.

Una comunità ancora incredula

A Borgia, nelle ore successive, ha prevalso il silenzio. Un silenzio carico di domande. Come è possibile che una celebrazione si trasformi in un atto di violenza? Quali tensioni covano sotto la superficie di una comunità apparentemente tranquilla? E soprattutto: come si ricostruisce la fiducia dopo un episodio del genere? La solidarietà nei confronti di don Roberto Celia è stata immediata. Il parroco è una figura centrale nella vita sociale del paese, non solo come guida spirituale ma come riferimento umano e comunitario. L’aggressione subita non colpisce soltanto lui, ma l’idea stessa di comunità come spazio sicuro e condiviso.

Oltre il fatto di cronaca

Questo episodio impone una riflessione più ampia. La violenza, quando irrompe nei luoghi simbolici, segnala un disagio che non può essere ignorato. Chiede risposte non solo repressive, ma anche sociali e culturali. Chiede ascolto, prevenzione, presenza delle istituzioni. La cronaca ha il dovere di raccontare, ma anche quello di interrogare. E quanto accaduto a Borgia, riportato da Gazzetta del Sud in un articolo firmato da Letizia Varano, non è solo una notizia: è uno specchio che riflette tensioni più profonde, che attraversano spesso le comunità e ne mettono alla prova la tenuta.

Ristabilire il rispetto, ricucire il senso di sicurezza, restituire ai luoghi sacri la loro funzione di rifugio e raccoglimento: questa è ora la vera sfida. Per la parrocchia, per Borgia, per un territorio che non può permettersi di considerare normale ciò che normale non è.

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