Interviene ufficialmente per il tramite del proprio legale, l’avvocato Valerio Mercuri, l’insegnante finita al centro dei gravi fatti registrati nella mattinata di martedì 22 settembre all’Istituto Comprensivo “Nicotera-Costabile” di Lamezia Terme. Attraverso una nota articolata, la difesa spiega le ragioni dell’intervento pubblico: “La docente ritiene opportuno intervenire per fornire alcune precisazioni su quanto accaduto e sulle notizie successivamente diffuse dagli organi di informazione, nella volontà di contribuire ad una corretta e serena ricostruzione della vicenda”.
Nel documento si ripercorrono i momenti concitati di quella mattina, quando all’interno della scuola si è verificata una situazione di particolare gravità direttamente legata alla professoressa, tale da richiedere l’immediato intervento delle Forze dell’Ordine. “Il tempestivo intervento dei Carabinieri — sottolinea la nota — ha consentito di interrompere quanto stava accadendo, impedendo che la situazione potesse ulteriormente evolvere e avere conseguenze più gravi”.
“Nessuna conoscenza diretta dei fatti precedenti”
Il comunicato entra poi nel merito delle dinamiche che hanno preceduto l’arrivo dei Carabinieri, chiarendo i limiti della diretta conoscenza della professoressa: “La docente non ha assistito direttamente alle circostanze che hanno preceduto l’intervento dei militari e non è pertanto nelle condizioni di riferire personalmente sulle comunicazioni intercorse tra gli studenti, sulle intenzioni che sarebbero state manifestate o sulle ragioni che avrebbero condotto a quanto accaduto”. L’insegnante ribadisce inoltre di non possedere elementi diretti su un eventuale movente. Tutti i dettagli circolati finora sui media — dalle chat tra i ragazzi alle motivazioni alla base del gesto — sono stati appresi esclusivamente tramite gli organi di stampa e non possono dunque essere né confermati né ricostruiti in prima persona.
L’invito al massimo riserbo e la fiducia nella giustizia
Alla luce del quadro delineato, la difesa evidenzia la necessità di mantenere un rigoroso riserbo: “La docente ritiene che ogni ulteriore ricostruzione debba essere rimessa agli accertamenti di chi è chiamato a stabilire quanto effettivamente accaduto, senza sovrapporre interpretazioni o valutazioni fondate su informazioni necessariamente parziali”. Non essendo in grado di chiarire come la situazione sia arrivata all’attenzione delle forze dell’ordine né di avanzare ipotesi, la professoressa sceglie la via della massima cautela, ribadendo di non riuscire a comprendere le ragioni di un simile epilogo e auspicando che la verità emerga unicamente da riscontri oggettivi e istituzionali.
I ringraziamenti all’Arma e il legame con gli studenti
In chiusura della nota firmata dall’avvocato Mercuri, spazio ai ringraziamenti e ai messaggi di gratitudine. L’insegnante rivolge un plauso formale ai Carabinieri “per la tempestività e l’efficacia dell’intervento prestato”, che ha garantito la sicurezza all’interno dell’istituto scolastico. Un pensiero speciale è poi riservato a quanti le hanno fatto pervenire attestati di solidarietà e, soprattutto, ai suoi alunni: “È soprattutto nel rapporto quotidiano con i propri studenti, fatto di attenzione, ascolto e responsabilità educativa, che la docente ha sempre inteso il proprio ruolo e che continua a riconoscere il significato più autentico della propria attività”. Il legale conferma dunque la totale fiducia nell’operato degli inquirenti affinché si faccia piena luce sulla vicenda.



