Al Museo Archeologico Nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia, l’antico incontra il presente grazie alla mostra dell’artista messinese Giko. Un percorso espositivo che sorprende e coinvolge il visitatore, trasformando il museo in uno spazio vivo di sperimentazione culturale.
Accanto ai manufatti della Magna Grecia prendono forma i dipinti di arte contemporanea: opere che raffigurano vasi che, in apparenza immobili, custodiscono storie, evocano tradizioni e raccontano suoni. Al loro interno si percepisce il canto delle radici, un movimento continuo che unisce ieri e oggi.
La mostra, dal titolo “Archètypos”, non è soltanto da osservare: si attraversa, si ascolta, si sente. In questo dialogo silenzioso, le opere contemporanee si mescolano con uno dei reperti più preziosi del museo, la Laminetta Orfica di Hipponion, esemplare unico e straordinario, quasi a essere protetto dall’arte moderna circostante.
La pittura di Giko non invade lo spazio sacro dell’antico, ma lo avvolge con rispetto, creando un filo invisibile che unisce millenni di storia alla sensibilità contemporanea. Un’esperienza che invita a riflettere sul tempo, sulle radici e sulla capacità dell’arte di far dialogare mondi apparentemente distanti.


