Il vento che spira da Budapest arriva fino ai corridoi di Palazzo Campanella. Ernesto Alecci, consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico, non ha dubbi: la sconfitta politica di Viktor Orban segna ufficialmente il tramonto di una stagione fondata su nazionalismi e chiusure, liberando finalmente uno spazio culturale per un’Europa più coesa e credibile.
Il monito al Governo italiano
Secondo l’esponente dem, “la figura di Orban ha rappresentato per troppo tempo il principale freno a una vera Unione politica”. Alecci punta il dito contro l'”uso sistematico del veto, utilizzato dal leader ungherese come strumento di pressione per rallentare decisioni collettive proprio laddove è richiesta l’unanimità”. Ma l’analisi del capogruppo PD non si ferma ai confini magiari e assume i contorni di un duro affondo verso l’esecutivo nazionale: “La sconfitta di Orban serve da monito per chi, come i leader della nostra maggioranza di Governo, ha puntato su di lui e sulla collaborazione con il suo entourage, sposandone valori e ideologie”, dichiara Alecci. Per i dem, l’arretramento delle destre sovraniste è il “segnale tangibile” di un passo avanti verso un’Europa più autorevole e democratica.
La Calabria “non subalterna” al centro del Mediterraneo
In questa nuova fase politica basata sulla cooperazione, Alecci vede una finestra di opportunità senza precedenti per la Calabria. La fine dell’era delle “pulsioni autoritarie” apre la strada a una stagione mediterranea in cui la nostra regione, per posizione geografica, deve rivendicare una centralità strategica. “Un’Europa più stabile significa maggiori opportunità per noi”, spiega il consigliere, declinando i benefici concreti in tre punti cardine: investimenti infrastrutturali e sostegno al lavoro giovanile; protagonismo nei corridoi energetici e commerciali; cooperazione internazionale con i Paesi del bacino del Mediterraneo.
Secondo Alecci, la Calabria deve “smettere di essere periferia subalterna per diventare un attore consapevole del proprio ruolo. Dobbiamo essere pronti a cogliere questa occasione — conclude il capogruppo PD — dialogando con l’Europa in un’ottica di sviluppo sostenibile e condiviso”.


