La sicurezza assoluta non esiste. Ma quando il margine di prevenzione viene sottovalutato, il prezzo può essere altissimo. Quanto accaduto oggi, giovedì 12 febbraio, a Bibbiena, in provincia di Arezzo, è l’ennesima dimostrazione di quanto sia fragile l’equilibrio tra quotidianità e tragedia quando entrano in gioco materiali infiammabili e trasporti ad alto rischio.
L’incendio e le esplosioni
Erano le 10.06 quando, in via Michelangelo, un mezzo pesante che trasportava bombole di ossigeno ha preso improvvisamente fuoco per cause ancora in fase di accertamento. In pochi istanti le fiamme hanno avvolto il camion, innescando almeno quattro esplosioni in rapida successione. Boati avvertiti in tutta la cittadina, una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza e il panico tra i residenti: scene da emergenza maggiore nel cuore di un centro abitato.
I feriti e i soccorsi
È scattato subito il protocollo per le maxi emergenze della Asl Toscana Sud Est. Sul posto sono arrivate quattro ambulanze infermierizzate, insieme a diverse squadre dei Vigili del Fuoco impegnate in un intervento complesso e pericoloso. Il bilancio è di sei persone coinvolte: l’autista del camion, con lievi ustioni e sintomi di intossicazione; un vigile del fuoco ferito a una mano durante le operazioni di spegnimento; e due nuclei familiari – due mamme e due bambini – che si trovavano in un’abitazione adiacente al punto delle deflagrazioni. Fortunatamente nessuno è in pericolo di vita. Le fiamme hanno inoltre danneggiato auto in sosta e la facciata di un edificio vicino. L’area è stata messa in sicurezza, mentre tecnici e forze dell’ordine lavorano per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Troppi rischi sulle strade
L’episodio di Arezzo non è solo cronaca locale. È un campanello d’allarme che riguarda tutto il Paese. Ogni giorno camion carichi di sostanze pericolose attraversano centri abitati, zone turistiche, aree portuali e infrastrutture sensibili. Una realtà che interessa da vicino anche il litorale vibonese, a partire da Vibo Marina, dove transiti di merci a rischio, depositi e impianti strategici convivono con abitazioni, attività commerciali e flussi turistici. Qui come altrove, basta un guasto, una distrazione o una falla nei controlli per trasformare una mattina qualunque in un’emergenza.
Sulla sicurezza non si scherza
Non esiste il rischio zero, ma esiste la responsabilità. Controlli rigorosi, pianificazione delle emergenze, monitoraggio dei percorsi sensibili e trasparenza verso i cittadini non sono optional. Sono l’unico argine concreto contro tragedie annunciate. Quanto successo a Bibbiena dimostra che l’impatto di un incidente con materiali infiammabili può essere devastante anche senza vittime. La prossima volta potrebbe non andare così. E per territori esposti come quello vibonese, il tema non può più restare sullo sfondo. La sicurezza non è allarmismo: è prevenzione. E sulla prevenzione non si può risparmiare. (foto web)


