All’UniCal il seminario “Giustizia e responsabilità”: confronto con i procuratori Borrelli e Curcio nel ciclo di Pedagogia dell’Antimafia

Non mancherà il prezioso contributo dei rappresentanti del mondo accademico e scolastico. Previsto anche il conferimento del Premio “Iustitia” ai due magistrati per l’impegno nel contrasto alle organizzazioni criminali
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Continua l’impegno civile ed educativo del DiCES nel contrasto alle mafie con un importante appuntamento formativo che si terrà venerdì 8 maggio, alle ore 11.30, presso il Teatro Auditorium UniCal di Piazza Vermicelli. L’iniziativa seminariale dal titolo “Giustizia e responsabilità: lo Stato contro le mafie” è promossa nell’ambito del XV ciclo seminariale di Pedagogia dell’Antimafia (2011-2026).

Lo scopo

La manifestazione si pone l’obiettivo di riflettere sulla costruzione di un alfabeto condiviso del cambiamento sociale, attraversando parole come giustizia e responsabilità in un’ottica pedagogica, al di là dell’approccio meramente repressivo sulla questione del contrasto alle mafie. Educare alla cultura della giustizia e dei diritti di prossimità significa costruire anticorpi culturali contro l’indifferenza, il cinismo e la normalizzazione della violenza, non soltanto di matrice mafiosa.

Presidio di democrazia

Il titolo scelto per l’attività seminariale proposta dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società evidenzia la necessità di costruire un legame forte tra istituzioni democratiche e formazione delle coscienze. In un tempo segnato da fragilità sociali, disuguaglianze educative e crisi dei legami comunitari, l’università è chiamata a esercitare una funzione pubblica che vada oltre la semplice trasmissione di competenze, diventando il più possibile presidio di democrazia, spazio di elaborazione critica e luogo di costruzione del bene comune.

Gli interventi

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del rettore Gianluigi Greco, del direttore generale Candeloro Bellantoni, della direttrice del DiCES Maria Mirabelli e della coordinatrice del CdSU in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche Rossana Adele Rossi. L’introduzione sarà affidata alla prof.ssa Simona Perfetti, delegata alla Formazione Insegnanti del DiCES, mentre il coordinamento sarà curato da Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia.

Presenti Borrelli e Curcio

Momento centrale del seminario saranno le relazioni del procuratore capo della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli e del procuratore capo della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio, due tra le figure più autorevoli della magistratura impegnata nel contrasto alle organizzazioni criminali nel Mezzogiorno. La loro presenza assume un forte valore educativo oltre che istituzionale: testimonia la possibilità di uno Stato che non arretra, che esercita responsabilità pubblica e che dialoga con le giovani generazioni non attraverso retoriche celebrative, ma mediante il confronto diretto sui temi della giustizia, della libertà e della dignità umana.

Nel corso della mattinata, ai due magistrati sarà inoltre conferito il Premio “Iustitia”, riconoscimento riservato a personalità della magistratura distintesi per l’impegno nella difesa dello Stato democratico e dei diritti costituzionali. Il premio intende sottolineare simbolicamente il valore di un’alleanza educativa tra istituzioni, scuola, università e magistratura, nella convinzione che la costruzione di una cultura della legalità richieda corresponsabilità, testimonianza pubblica e impegno condiviso.

Il ruolo del mondo scolastico

Accanto alla dimensione giudiziaria, il seminario valorizzerà il ruolo della scuola come presidio educativo nei territori più esposti alle fragilità sociali e mafiose. Interverranno infatti Matteo Croce, dirigente scolastico del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “Danilo Dolci” di Brancaccio – Palermo, e Maria Rosaria Russo, dirigente scolastica dell’I.I.S. “Raffaele Piria” di Rosarno, due esperienze scolastiche che operano quotidianamente in contesti complessi trasformando l’educazione in pratica concreta di emancipazione sociale. Le conclusioni saranno affidate al prof. Giovanbattista Trebisacce, docente di Pedagogia Generale e Sociale.

L’appuntamento dell’8 maggio si inserisce così in una più ampia idea di università pubblica intesa non come “isola astratta del sapere”, ma come comunità capace di prendere posizione dentro le contraddizioni del proprio tempo, promuovendo una cultura della responsabilità democratica e una pedagogia della giustizia contro tutte le mafie.

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