Nel corso del Consiglio regionale odierno, il consigliere regionale Ernesto Alecci ha espresso la propria contrarietà rispetto alla nota stampa diffusa dalla governance di Azienda Zero in risposta alla lettera della famiglia della giovane Andrea Minasi, investita nei giorni scorsi a Vibo Valentia. Alecci ha definito “vergognoso” l’episodio e ha stigmatizzato la risposta dell’azienda sanitaria, sottolineando come, a suo giudizio, sarebbe stato opportuno un intervento diverso da parte della Regione Calabria.
La lettera
Secondo il consigliere regionale, la minoranza aveva scelto di “non strumentalizzare la vicenda, unendosi invece alla preoccupazione della famiglia della giovane, che aveva scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente della Regione Roberto Occhiuto chiedendo che quanto accaduto potesse rappresentare uno spunto per evitare in futuro situazioni analoghe. La famiglia – riferisce Alecci – aveva lanciato un appello affinché nessun cittadino debba più attendere tempi lunghi per un soccorso in ambulanza dopo un incidente grave”.
La replica di Azienda Zero
“A questa lettera – afferma Alecci – mi sarei aspettato dalla Regione Calabria una risposta politica, con la conferma di un impegno a fare sempre meglio per prevenire altri casi del genere”. Il consigliere regionale contesta invece la scelta di Azienda Zero di intervenire pubblicamente evidenziando che “i tempi di intervento sarebbero stati di 24 minuti e ipotizzando che, nella concitazione degli eventi, la famiglia potesse aver percepito un’attesa più lunga”. Per Alecci, si sarebbe trattato di una risposta “totalmente inopportuna, sbagliata nei tempi e nei modi”.
“Sarebbe stato opportuno tacere”
Il consigliere richiama inoltre le linee guida nazionali sui tempi di intervento del soccorso tramite ambulanza nei centri urbani, indicando in 8 minuti la tempistica adeguata. “Quindi – sostiene Alecci – è la stessa governance sanitaria a certificare un ritardo del 300% su un intervento in cui anche un singolo minuto può essere decisivo per la vita o la morte delle persone”. Il consigliere regionale conclude definendo quanto accaduto “una pagina davvero triste per la gestione della sanità in Calabria” e affermando che, in situazioni di questo tipo, “invece di cercare per forza un alibi” sarebbe stato opportuno tacere”.



