Antico mulino delle fate: ambasciatore della molinologia italiana nel mondo

Un viaggio tra storia, cultura e passione dalla Calabria alla conferenza mondiale in Romania

L’Antico Mulino delle Fate, conosciuto come “Il Luogo del Cuore nel cuore della Calabria”, continua a suscitare interesse e prestigio anche oltre i confini nazionali. Questa volta, il mulino lametino è diventato membro della più importante organizzazione mondiale dedicata alla promozione e alla comprensione dei mulini a vento, ad acqua e ad animali.

Il termine “molinologia”, che indica lo studio dei mulini, fu coniato per la prima volta nel 1965 dal portoghese Joao Miguel dos Santos Simoes durante il primo Simposio internazionale sulla molinologia. Oggi, grazie all’ingresso dell’Antico Mulino delle Fate in questa organizzazione mondiale, l’intero sud Italia è rappresentato in un contesto internazionale.

Il termine “molinologia”, che indica lo studio dei mulini, fu coniato per la prima volta nel 1965 dal portoghese Joao Miguel dos Santos Simoes durante il primo Simposio internazionale sulla molinologia. Oggi, grazie all’ingresso dell’Antico Mulino delle Fate in questa organizzazione mondiale, l’intero sud Italia è rappresentato in un contesto internazionale.

Il mulino calabrese si è già distinto nel 2011, ricevendo il prestigioso “Primo Premio Internazionale Fabrica nel Paesaggio”, assegnato dalla Federazione Italiana delle Associazioni e Club per l’UNESCO. Questo riconoscimento ha celebrato l’impegno e la dedizione dei coniugi lametini Fabio Aiello e Anna Filando, entrambi ingegneri residenti in Svizzera, che hanno recuperato e riportato in funzione il mulino utilizzando esclusivamente risorse proprie, senza alcun finanziamento pubblico.

Un’opera di amore per la propria terra e un progetto nato dalla passione per il patrimonio culturale e storico della Calabria: oggi l’Antico Mulino delle Fate non è solo un monumento di archeologia industriale, ma un centro didattico dove si macinano antichi grani e, soprattutto, si “Macina Cultura”

Il prossimo appuntamento vedrà protagonista la coppia di ingegneri lametini sabato 5 aprile, in occasione della Conferenza Mondiale sulla Molinologia che si terrà in Romania. Al centro del dibattito, “The Rudaria Mill Complex”, situato nel piccolo villaggio di Rudaria, nella Romania occidentale, uno dei più grandi complessi di mulini ad acqua orizzontali, con ben 25 mulini ancora funzionanti.

L’ingegner Fabio Aiello, già referente per la Calabria dell’Associazione Antichi Mulini Storici Italiani, evidenzia un’interessante analogia con il patrimonio storico di Nicastro (oggi Lamezia Terme) dove, in un tratto di circa tre chilometri, esistevano un tempo ben 23 opifici idraulici, noti come la “Via degli Antichi Mulini delle Fate”

L’idea di ospitare un giorno una conferenza mondiale in Calabria, per raccontare e valorizzare questo patrimonio unico, non è un’utopia per Aiello. Tuttavia, sottolinea che la città non è ancora pronta per compiere questo passo verso un turismo culturale di respiro internazionale

Con l’Antico Mulino delle Fate, la Calabria si inserisce nel contesto della molinologia mondiale, unendo storia, tradizione e innovazione in un progetto che continua a stupire e a far parlare di sé.

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