L’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia interviene con una smentita netta e formale sulle notizie diffuse da organi di stampa riguardanti una presunta restituzione alla Regione Calabria di fondi pari a 2,6 milioni di euro. Secondo quanto affermato dall’Asp, si tratta di ricostruzioni “totalmente false” e prive di qualsiasi riscontro amministrativo.
Il comunicato ufficiale dell’Azienda
Nel comunicato ufficiale, l’Azienda chiarisce che non esiste alcun atto aziendale, né alcun provvedimento regionale, che disponga, menzioni o anche solo faccia riferimento alla restituzione delle somme indicate. La restituzione, sottolinea l’Asp, non è mai avvenuta e non è mai stata oggetto di alcuna procedura amministrativa. Le informazioni pubblicate, dunque, non troverebbero fondamento in nessuna attività interna dell’ente sanitario. La direzione aziendale definisce la diffusione di tali notizie un fatto di “particolare gravità”, poiché potenzialmente lesivo dell’immagine e del corretto operato dell’Azienda. Per questo motivo l’Asp di Vibo Valentia annuncia l’intenzione di procedere con una denuncia per diffamazione nei confronti dei responsabili della pubblicazione delle informazioni ritenute non veritiere.
Il richiamo al ruolo dell’informazione
Nel comunicato non manca un richiamo diretto al ruolo dell’informazione: l’Azienda invita gli organi di stampa a rispettare i principi di accuratezza, verifica delle fonti e responsabilità, evitando la diffusione di contenuti che possano generare disinformazione e ingiustificato allarme nell’opinione pubblica. La smentita, sul piano formale, appare dunque inequivocabile. Tuttavia, proprio alla luce di quanto dichiarato dall’Asp, resta sullo sfondo un tema più ampio che riguarda la gestione finanziaria dell’Azienda sanitaria, da tempo al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale.
In un territorio segnato da commissariamenti, piani di rientro e difficoltà strutturali del sistema sanitario, ogni notizia che riguarda risorse economiche e bilanci assume inevitabilmente un forte impatto. Anche alla luce di un principio fondamentale: se le risorse vincolate per acquisto di servizi sanitari non vengono utilizzati finiscono nuovamente nel calderone regionale. Se la restituzione dei 2,6 milioni viene esclusa in modo categorico, rimane comunque l’esigenza di una trasparenza costante e documentabile sui flussi finanziari, sull’utilizzo delle risorse e sugli atti amministrativi, proprio per evitare che voci, interpretazioni o ricostruzioni parziali trovino spazio nel dibattito pubblico.
In questo senso, la vicenda riporta al centro non solo il rapporto tra Asp e informazione, ma anche quello tra istituzioni sanitarie e cittadini, che chiedono chiarezza, dati accessibili e comunicazione puntuale, soprattutto in una fase in cui la sanità vibonese continua a rappresentare uno dei nodi più delicati della gestione pubblica locale.


