C’è voluto tempo, ma, alla fine, l’avv. Alessandro Caruso Frezza, nella sua doppia veste di cittadino e di vicepresidente di ‘Italia Nostra’ ha ricevuto l’atteso riscontro, da parte della ‘Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio’ per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia (Sabap), alla richiesta di revoca dello svellimento della pavimentazione storica di Via Luigi Razza in basole del 1700 in granito delle Serre.
Via Gagliardi
Via Gagliardi
Riscontrata anche la richiesta di revoca dello svellimento della pavimentazione di Via Enrico Gagliardi in basole laviche pure del 1700 in questo caso la richiesta era stata avanzata da un privato cittadino in data 24.02.2025, con esposto-denuncia al Comando dei Carabinieri – Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. In entrambi i casi si mirava alla tutela del loro valore storico-culturale ed etnografico immateriale (oltre che materiale). “Nella predetta nota – spiega l’avv. Caruso Frezza – la Sabap, in persona del Soprintendente ad interim Maria Mallemace e il Rup, Chiara Barraci, manifestamente sembra che se ne lavino le mani. Ciò – continua – proprio in relazione al preminente valore storico-culturale immateriale delle predette pavimentazioni, già distrutto per i tratti ad oggi divelti, rinviando il tutto ad un asserito assenso rilasciato dal Soprintendente Speciale Pnrr, Luigi La Rocca, il 24.06.2023”.
Valore immateriale
In realtà, “nel presupposto provvedimento istruttorio della Sabap del 19/04/2023, che essa ha poi sottoposto alla Ss-Pnrr per ottenere l’asserito assenso alla cancellazione del valore storico-culturale immateriale delle pavimentazioni di Via Luigi Razza e di Via Enrico Gagliardi – prosegue il vicepresidente di Italia Nostra – non vi è alcun riferimento a tale valore immateriale esistente e da tutelare, probabilmente perché non vi era nessun riferimento ad esso nello stesso progetto e/o negli stessi progetti Pnrr fatti predisporre dal Comune di Vibo Valentia, per il tramite della rup, ing. Lorena Callisti, e dell’Amministrazione Limardo”.
Prescrizioni distruttive
Tra l’altro, “le prescrizioni poi date dalla predetta Sabap (smontaggio integrale della pavimentazione, formazione dello strato di sottofondo in calcestruzzo, sigillatura dei spazi interstiziali e dei giunti delle basole con malta cementizia) – asserisce l’esponente di Italia Nostra – sono manifestamente distruttive del valore storico-culturale immateriale di quelle antichissime pavimentazioni, cioè della loro capacità di evocare e testimoniare l’abilità e perizia degli artigiani di tre secoli fa nella effettuazione della lavorazione a mano e della posa a secco di quelle pavimentazioni”. Non ci sono dubbi che, “ se l’intervento di svellimento su via Enrico Gagliardi fosse proseguito – sottolinea l’avv. Caruso Frezza – per come le posizioni pilatesche della Sabap, nonché dello stesso Comune di Vibo Valentia, Rup e Amministrazione Romeo, prefigurano, e se parimenti venisse ripreso e proseguito l’intervento di svellimento su Via Luigi Razza, verrebbe completamente distrutto il valore memoriale storico ed etnografico di quelle pavimentazioni. Non sarebbero più, infatti, pavimentazioni del 1700 tramandatesi nei secoli, intatte ed in perfette condizioni di conservazione e di manutenzione, ma mere artefatte pavimentazioni dell’anno 2025”.
Richiesta di verifica
Stando così le cose, “Italia Nostra – rimarca il professionista vibonese – ha già inviato al soprintendente speciale Pnrr, Luigi La Rocca, ed ancora, per conoscenza, al Comando Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, al Comune di Vibo Valentia, alla Sabap ed alla Procura Regionale della Corte dei Conti, richiesta di verificare se vi sia stato o meno, nella progettazione redatta dal Comune di Vibo Valentia e nella richiesta di autorizzazione alla Sabap, silenzio su circostanze rilevanti o non veritiera rappresentazione dello stato effettivo dei luoghi. Ciò con particolare riferimento – aggiunge – al perfetto stato conservativo delle predette pavimentazioni storiche ed al loro valore immateriale e materiale tali da richiederne e giustificarne lo svellimento e distruzione totali, invece, progettati”. Tutto questo non a caso, ma perché “a fronte di rappresentazioni omissive o inesatte o incomplete dello stato dei luoghi – spiega ancora l’vv. Caruso Frezza – scatta in capo alla medesima Soprintendenza Speciale Pnrr l’obbligo della c.d. autotutela doverosa, ex art. 21 nonies, co. 2 bis. Legge n. 241/1990”.
Una sfida alla Procura
C’è di più. “Sulla scorta del paradigma normativo posto a base della denuncia fatta al Comando dei Carabinieri – Nucleo Tutela Patrimonio Culturale – conclude il vicepresidente di Italia Nostra – il tenore della posizione della Sabap sembra apparire, nella sua sostanza, una vera e propria sfida alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, che, a questo punto, potrebbe anche intervenire, con esito davvero dirimente e conseguenziale salvataggio del valore storico immateriale di quelle pavimentazioni”.