Briatico, parcheggio abusivo: assolta la moglie del presunto boss Antonino Accorinti

Il Tribunale di Vibo Valentia ha scagionato Carmela Napoli dall'accusa di abuso edilizio per un'area adibita a sosta vicino a uno stabilimento balneare. Accolte in pieno le tesi dei legali difensori

Il Tribunale di Vibo ha assolto per insussistenza del fatto Carmela Napoli, difesa dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Davide Accorinti, dall’accusa di aver realizzato un parcheggio nella località marina di Briatico, in prossimità dello stabilimento balneare denominato “U lidu da Nonna”.

Il controllo

Il processo a carico di Napoli, moglie di Antonino Accorinti, oggi detenuto al 41-bis, nasce da un servizio di controllo effettuato al lido balneare, all’epoca gestito dall’imputata, dai Carabinieri di Briatico unitamente al personale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia in data 18 agosto 2022. In quella circostanza, un dispiegamento delle Forze di Polizia aveva avuto modo di verificare che un vasto appezzamento di terreno adiacente al lido della donna era stato adibito a parcheggio per le auto dei numerosi vacanzieri presenti, che peraltro pagavano la sosta dell’auto per cui veniva emesso lo scontrino.

Sequestro

In seguito ai controlli congiunti, Carabinieri e Guardia di Finanza procedevano al sequestro dell’area contestando alla signora Napoli il reato di abuso edilizio, perché mancava qualsiasi tipo di autorizzazione che potesse consentire di adibire l’area a parcheggio. Il gip di Vibo Valentia, ricevuti gli atti, convalidava la misura eseguita dalle Forze dell’Ordine ed emetteva autonomo decreto di sequestro preventivo validando in pieno l’ipotesi d’accusa per come ricostruita dall’accertamento della Polizia Giudiziaria. Il provvedimento di sequestro veniva immediatamente impugnato dai difensori della signora Napoli dinanzi al Tribunale del Riesame attraverso l’esposizione di una serie di argomentazioni difensive che venivano accolte dal Tribunale, che conseguentemente restituiva il terreno ai legittimi proprietari. Dopo la chiusura delle indagini, la Procura di Vibo Valentia chiedeva il rinvio a giudizio dell’imputata.

Accolte le tesi degli avvocati

Nel corso del processo dibattimentale, attraverso l’audizione dei testi e del consulente tecnico di parte, i difensori della Napoli dimostravano, oltre alla piena regolarità amministrativa dell’attività della signora, anche l’insussistenza di lavori o interventi sul terreno, che all’epoca era stato posto sotto sequestro, tali da richiedere il rilascio di un permesso di costruire, e che l’aver adibito un appezzamento di terreno a parcheggio per le auto non comportava una trasformazione della destinazione d’uso dello stesso e pertanto non vi era stata alcuna violazione edilizia prevista dal Testo Unico in materia.

Al termine del giudizio di primo grado, il Tribunale di Vibo Valentia, in accoglimento delle argomentazioni difensive prospettate dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Davide Accorinti, ha deciso di assolvere Napoli Carmela perché il fatto non sussiste.

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