La Calabria archivia definitivamente l’immagine di destinazione stagionale e intermittente e si affaccia a un nuovo ciclo di sviluppo turistico strutturale. Il 2025, come evidenziato anche da Gazzetta del Sud in un’analisi firmata da Giovanni Pastore, è l’anno della frattura con il passato: non solo numeri record, ma un cambiamento profondo nella qualità dei flussi e nella capacità della regione di posizionarsi sui mercati nazionali e internazionali.
Presenze con il 10,56% in più
Presenze con il 10,56% in più
I dati del Ministero e della Regione parlano chiaro: le presenze turistiche crescono del 10,56% rispetto al 2024, superando 1 milione e 436 mila visitatori. Un risultato che colloca la Calabria in testa agli incrementi percentuali del Mezzogiorno, in un contesto nazionale già fortemente positivo. Ancora più significativo è il balzo del turismo internazionale: +27,8% di visitatori stranieri, con oltre 311 mila arrivi tra gennaio e agosto e quasi un milione e mezzo di pernottamenti, per una permanenza media di 4,7 giorni. Il tasso di internazionalizzazione raggiunge così il 20,5%, il valore più alto mai registrato.
Non solo una meta balneare
È qui che si misura il vero cambio di passo: la Calabria non è più solo meta balneare estiva, ma destinazione esperienziale capace di attrarre viaggiatori da Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Regno Unito, Francia e Stati Uniti, con una crescita rilevante dei mercati dell’Est Europa. Una domanda che esplora borghi, aree interne, parchi naturali, agriturismi e ospitalità diffusa, generando – secondo Bankitalia – oltre 300 milioni di euro di spesa straniera nel solo periodo estivo.
Il ruolo deli aeroporti
Determinante anche il tema dell’accessibilità. L’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria registra un +66% di passeggeri in un anno, uno dei migliori risultati a livello nazionale, segnale di un isolamento infrastrutturale che inizia a essere superato grazie all’aumento dei collegamenti aerei.
L’offerta che cambia
Parallelamente cambia l’offerta: crescono gli affitti brevi (+46,5% in cinque anni) e l’ospitalità extra-alberghiera, mentre la ristorazione – con oltre 5.300 imprese attive – si conferma un pilastro economico e sociale. Le cifre raccontano un’evoluzione che va oltre la congiuntura favorevole: non esiste più un limite stagionale alle vacanze in Calabria. Il turismo diventa così leva stabile di sviluppo, redistribuzione economica e valorizzazione identitaria di un territorio che, finalmente, ha imparato a raccontarsi al mondo.


