Il presidente della Provincia, Corrado Antonio L’Andolina, interviene con una nota per salutare il procuratore Camillo Falvo, prossimo a un nuovo incarico un quel di Potenza. Pur trovandosi fuori sede, L’Andolina ha accolto la notizia con emozione, definendo il trasferimento un passaggio naturale per un magistrato che ha guidato la Procura con estrema autorevolezza e misura.
Un’istituzione dal volto umano
Secondo L’Andolina, la cifra dell’operato di Falvo “risiede nella capacità di porre le ragioni delle istituzioni al di sopra di ogni altra considerazione, incarnando un ruolo complesso con equilibrio e senso del limite, rifuggendo da formalismi sterili. Sotto la sua guida, la Procura di Vibo Valentia si configura come un’esperienza nuova: un presidio saldo di legalità capace di un dialogo franco e rispettoso con le altre istituzioni, improntato alla comune responsabilità”.
Legalità come crescita civile
L’Andolina evidenzia come “lo stile del procuratore abbia segnato profondamente il rapporto con i cittadini. Il confronto con scuole, associazioni e volontariato non è stato episodico, ma un impegno continuo che ha reso la legalità un messaggio concreto di emancipazione e crescita civile, diffuso con eguale attenzione dai centri più grandi ai borghi più piccoli della provincia”.
Le qualità di un percorso
L’Andolina attribuisce il “segno indelebile lasciato da Falvo a una rara combinazione di doti: cultura del sacrificio e umiltà unite a un bagaglio professionale ampio; eleganza etica e sostanziale, sorretta da un’umanità mai sacrificata alle responsabilità del ruolo; disciplina e rigore, che restituiscono credibilità alle istituzioni attraverso l’esempio personale.
Il ringraziamento del territorio
Citando Albert Camus – “La vera generosità verso il futuro consiste nel dare tutto al presente “ – L’Andolina conclude rivolgendo il ringraziamento sincero dell’amministrazione provinciale e dell’intera comunità a un uomo che ha dato tutto al presente del territorio, lasciando una traccia che travalica l’ambito istituzionale per farsi profondamente civile.


