Capoluoghi calabresi liberi da smog, rispettati i limiti di legge

È quanto emerge dal il nuovo rapporto "Mal'Aria di città 2026" di Legambiente

I capoluoghi di provincia calabresi rispettano i limiti di legge sia per le polveri sottili (PM10 e PM2.5) che per il biossido di Azoto (NO2). È quanto emerge dal il nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, diffuso oggi, e che fa il punto sullo stato della qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani.

Al Governo l’associazione torna a chiedere di “rafforzare – e non indebolire – le politiche per la qualità dell’aria, intervenendo su tutte le principali fonti emissive, trasporti, riscaldamento domestico, industrie, agricoltura e allevamenti intensivi, e garantendo risorse adeguate, soprattutto nei territori più esposti come il bacino padano, dove i recenti tagli ai fondi rischiano di compromettere i risultati raggiunti e di allontanare ulteriormente l’obiettivo 2030”.

“Il nuovo rapporto Mal’aria ci consegna due notizie positive – commenta Anna Parretta, presidente regionale dell’associazione -. Da un lato sono tornati disponibili, in Calabria, i dati ufficiali Arpacal che erano fermi a giugno 2022, sanando una circostanza che avevamo definito molto preoccupante non essendo garantita la trasparenza sull’effettivo funzionamento delle centraline di monitoraggio; dall’altro lato, soprattutto, la qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia calabresi, non presenta criticità importanti a differenza di altre città d’Italia in cui le concentrazioni di sostanze inquinanti mettono a rischio il benessere e la salute dei cittadini”.

“Al momento – afferma Parretta – ci sono buone notizie ma se consideriamo la nuova normativa europea sulla qualità dell’aria (Direttiva 2024/2881) che fissa limiti più severi per il 2030, si profilano sforamenti anche in alcune città calabresi con conseguente necessità di riduzione delle concentrazioni in riferimento alle polveri sottili (PM10) senza considerare che le raccomandazioni dell’OMS al 2050 sono ancora più stringenti. Non si deve quindi abbassare la guardia: la qualità dell’aria è un grande valore da salvaguardare, con l’obiettivo di proteggere la salute umana e gli ecosistemi”. (Ansa)

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