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Caro energia, Cisal Calabria: “Subito ristori regionali per salvare imprese e lavoro”

Il sindacato lancia l’allarme sui rincari energetici e chiede interventi urgenti alla Regione. Il caso del pastificio Colacchio Food simbolo di una crisi che minaccia occupazione e produzione

La crisi legata al caro energia torna a colpire duramente il tessuto produttivo calabrese e la Cisal Calabria chiede interventi immediati a sostegno delle imprese. Al centro dell’attenzione il caso del pastificio Colacchio Food di San Costantino Calabro, indicato dal sindacato come esempio concreto delle difficoltà che stanno attraversando molte realtà produttive del territorio.

Si tratta di un’azienda solida, con una forte vocazione all’export e una presenza consolidata sui mercati internazionali, tra cui Australia, Canada, Stati Uniti e gran parte dell’Europa. Nonostante ciò, i rincari energetici legati alle tensioni in Medio Oriente hanno costretto l’azienda a ridurre la produzione al 50% della propria capacità.

A incidere in maniera significativa è stato l’aumento dei costi dell’energia, cresciuti del 45%, cui si aggiunge un ulteriore rincaro previsto tra il 10% e il 15% su materie prime e imballaggi a partire dal mese di aprile.

Numeri che, secondo la Cisal Calabria, non possono lasciare indifferenti, poiché dietro ogni incremento si nascondono conseguenze dirette su lavoratori e famiglie.

Il peso del sistema

“Colacchio ha dimostrato senso di responsabilità verso i propri dipendenti, trovando loro occupazione alternativa per non mandarli a casa – dichiara il commissario regionale Cisal Calabria, Vitaliano Papillo – ma non possiamo chiedere ai singoli imprenditori di sostenere da soli il peso dell’intero sistema produttivo mentre le istituzioni restano ferme”.

Da qui la richiesta alla Regione Calabria di attivare con urgenza misure di ristoro destinate alle imprese energivore, già adottate in passato, per contenere gli effetti dell’aumento dei costi e salvaguardare i livelli occupazionali.

Il sindacato guarda anche al livello nazionale, auspicando l’adozione di interventi strutturali adeguati a una crisi che non appare più temporanea, ma sempre più duratura.

“Il Sud ha sempre pagato più degli altri il costo delle crisi – conclude Papillo –. Questa volta non possiamo permetterci di aspettare: ogni settimana di ritardo significa produzione persa, redditi a rischio e giovani costretti a cercare opportunità altrove”.

Pastificio Colacchio, forni spenti per metà giornata: “Costi troppo alti, urge l’intervento dell’Europa”

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