Attraverso una nota ufficiale, l’amministrazione comunale di Pizzo interviene con una serie di precise puntualizzazioni in merito all’abbattimento dell’Araucaria, un episodio che ha sollevato forti reazioni nell’opinione pubblica. L’Ente rivendica con fermezza il proprio operato, sottolineando come l’attuale amministrazione sia stata l’unica, dal 2008 ad oggi, ad aver concretamente avviato l’iter per il riconoscimento del fusto quale “albero monumentale”.
La cronistoria della tutela
Secondo quanto ricostruito dagli uffici, la procedura di salvaguardia era partita ufficialmente il 27 febbraio 2026. Il Comune aveva investito della questione tutte le autorità competenti, avvisando formalmente la proprietà che, in virtù del valore paesaggistico e della procedura di monumentalità in corso, ogni intervento (anche di ordinaria manutenzione) avrebbe dovuto essere preventivamente autorizzato dall’Ente. Un passaggio chiave risale al 16 marzo 2026, quando un sopralluogo del Nucleo Carabinieri Forestale di Vibo Valentia aveva confermato la piena salubrità dell’arbusto, imponendo contestualmente la sospensione di qualsiasi azione sull’albero. A tale verifica erano presenti i custodi e il loro legale.
L’abbattimento “di soppiatto”
Nonostante i divieti, il taglio è avvenuto all’alba di lunedì 30 marzo. Un’azione definita dall’amministrazione come un tentativo deliberato di “vanificare la procedura di monumentalità”. Il Comune riferisce che la Polizia Locale è intervenuta immediatamente per bloccare le operazioni, segnalando i fatti alle Autorità competenti. Solo a taglio avvenuto, il 31 marzo, al protocollo dell’Ente è giunta una relazione tecnica di parte che attestava una presunta situazione di pericolo per l’incolumità pubblica: una giustificazione che l’amministrazione sembra respingere con forza, visti i precedenti verbali dei Forestali che dichiaravano l’albero sano.
Verifiche in corso
In merito alla regolarità delle comunicazioni, il Comune precisa che le notifiche sono state regolarmente effettuate all’amministratore di sostegno del proprietario, come previsto dalla legge. Attualmente, il Comune ha richiesto una relazione dettagliata agli uffici per verificare ogni passaggio amministrativo e ha trasmesso tutta la documentazione alle Autorità competenti per accertare le responsabilità di quella descritta come una condotta abusiva volta a distruggere un patrimonio paesaggistico protetto.


