Caso Vallelonga, indagine della Procura sui conti pubblici e su presunti addebiti per prestiti privati

Carabinieri impegnati nell’acquisizione di atti, l’ex prima cittadina sentita dagli inquirenti. Al centro degli accertamenti la gestione finanziaria dell’ente e l’ipotesi di un conto “parallelo” sfuggito ai controlli

A Vallelonga la crisi politica si intreccia con un’inchiesta giudiziaria destinata, con ogni probabilità, a produrre effetti di rilievo nel piccolo centro delle Serre vibonesi. Dopo la sfiducia alla sindaca Maria Grazia Mazzotta – maturata attraverso un “patto bipartisan” che avrebbe portato alle dimissioni contestuali di tre consiglieri di maggioranza e tre di minoranza – il Comune è oggi retto da un commissario straordinario. Parallelamente, la Procura della Repubblica di Vibo Valentia avrebbe avviato un’attività investigativa che si concentrerebbe soprattutto sulla gestione finanziaria dell’ente. I carabinieri starebbero acquisendo documentazione giorno dopo giorno; l’ex sindaca sarebbe stata ascoltata e agli atti potrebbero esserci anche esposti e denunce. Al momento, tuttavia, si tratterebbe di accertamenti in corso e non vi sarebbero contestazioni formalizzate.

I sospetti sulla gestione della cassa

Gli inquirenti sono a lavoro per fare luce su alcune ipotesi che se confermati sarebbero di estrema gravità e che chiamano in causa l’ufficio di ragioneria e, in particolare, la gestione di un conto corrente comunale “parallelo” rispetto a quello di tesoreria. Si ipotizzano addirittura addebiti diretti automatici destinati al rimborso di prestiti personali intestati a privati cittadini, senza alcuna attinenza con finalità istituzionali.

Dubbi, “sistema” e controlli mancati

Sono tanti gli interrogativi sulle ragioni che avrebbero consentito la permanenza di un eventuale sistema di gestione anomala dei fondi. Ci si chiede come sia stato possibile che somme pubbliche, già esigue in un piccolo centro di appena 800 abitanti, potessero essere distratte – e da quanto si ipotizza – anche in modo reiterato e continuativo senza che emergessero anomalie nelle verifiche di cassa.

Il fronte amministrativo

Sul piano amministrativo, l’attenzione è ora concentrata sull’operato del commissario e dei suoi collaboratori. Il paese invoca segnali di discontinuità e maggiore trasparenza. Nel frattempo sarebbero stati inseriti funzionari esterni con compiti di controllo sovraordinato, misura che potrebbe rafforzare il presidio di legalità. Sorgono però interrogativi sull’oscuramento, dopo poche settimane dalla pubblicazione, della relazione anticorruzione 2025 dalla sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale del Comune di Vallelonga. Secondo alcune fonti, la scelta potrebbe essere stata dettata dall’esigenza di non interferire con indagini in corso e di tutelare il precedente responsabile anticorruzione. Altri vi hanno letto, in vece, un segnale di opacità.
In attesa che la magistratura faccia piena luce, Vallelonga resta un Comune commissariato e una comunità sospesa tra indignazione e attesa.

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