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Catanzaro, all’Aranceto l’illegalità non va in vacanza: auto rubate smontate tra le case nel silenzio delle istituzioni

A Pasquetta l’ennesima denuncia del comitato “La Tazzina della Legalità”: tra viale Isonzo e Aranceto si consuma una realtà fuori controllo, dove criminalità e abbandono sembrano aver sostituito lo Stato

Tra viale Isonzo e il quartiere Aranceto, a Catanzaro, c’è un pezzo di città che continua a vivere come una terra di nessuno, ostaggio della sopraffazione, delle regole fai da te e di un’illegalità che, ormai, non conosce nemmeno le festività.

L’ultima denuncia arriva dal comitato “La Tazzina della Legalità”, che segnala come anche nel giorno di Pasquetta le attività illecite siano proseguite senza sosta. Secondo quanto riferito, l’ennesima auto rubata sarebbe stata caricata su un carro attrezzi per essere poi smontata e destinata al mercato dei pezzi di ricambio, mentre la carcassa sarebbe stata successivamente abbandonata sul territorio, andando ad aggiungersi alle tante già presenti.

Un copione che, stando a quanto denunciato dal comitato, si ripete con inquietante regolarità. E che restituisce l’immagine di un quartiere in cui l’illegalità non è più un fatto episodico, ma una presenza strutturale, quasi normalizzata.

Un villaggio fuori controllo

La fotografia che emerge è quella di una realtà che sembra sfuggire a ogni controllo. Un “villaggio” urbano in cui, denunciano i residenti e gli attivisti, chi vive e opera fuori dalle regole detta legge, mentre il resto della comunità è costretto a convivere con paura, degrado e rassegnazione. Auto rubate, carcasse abbandonate, traffici illeciti consumati alla luce del sole: elementi che, se confermati, descrivono un quadro gravissimo. Perché quando certe scene si ripetono senza che nessuno intervenga in modo risolutivo, il messaggio che passa è devastante: qui lo Stato non c’è.

Ed è proprio questo il punto più duro della denuncia. Non solo i fatti, ma il contesto in cui avvengono: il silenzio delle istituzioni, definito dal comitato “grave”, di fronte a episodi che non possono più essere liquidati come emergenze isolate.

La denuncia del comitato

“Noi de La Tazzina della Legalità non ci fermeremo”, fanno sapere dal comitato. Una posizione netta, che rilancia una battaglia civile portata avanti “senza timore, con determinazione e senso di responsabilità”, fino a quando – spiegano – non arriveranno risposte concrete e adeguate. Il comitato richiama anche l’attenzione sull’interrogazione parlamentare già presentata, chiedendo che il Ministro dia finalmente seguito all’iniziativa e che vengano adottati provvedimenti seri ed efficaci.

Perché all’Aranceto non si può continuare a convivere con l’idea che tutto sia normale. Non è normale che un’auto rubata venga caricata e smontata in un giorno festivo. Non è normale che le carcasse si accumulino. Non è normale che interi pezzi di territorio vengano percepiti come zone franche.

Non basta più indignarsi

A Catanzaro, tra viale Isonzo e Aranceto, la denuncia ormai è chiara e ripetuta. Adesso, però, non basta più indignarsi. Serve una risposta visibile, immediata, concreta. Serve lo Stato, con la sua presenza, i suoi controlli, le sue bonifiche, la sua autorevolezza. Perché quando un quartiere viene lasciato solo troppo a lungo, il rischio è che l’illegalità smetta di essere un’emergenza e diventi sistema.

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