I conti societari della Vibonese passano sotto la lente d’ingrandimento della cordata guidata da Cosimo Vullo. Nei prossimi giorni prenderà infatti il via la fase di due diligence, un’attenta analisi dei bilanci necessaria a valutare la reale situazione economico-finanziaria del club. Solo al termine di questo screening il gruppo rappresentato dall’ex direttore tecnico della Sancataldese – che agisce per conto di non meglio specificati imprenditori calabresi – stabilirà se formulare una proposta ufficiale d’acquisto per il pacchetto di maggioranza o se fare un passo indietro, lasciando la società in uno stallo che preoccupa la tifoseria e le istituzioni locali, a partire dal sindaco Enzo Romeo la cui amministrazione comunale non sembra guardare alla cordata con grande entusiasmo.
Le divergenze
L’eventuale fumata bianca deve però fare i conti con le forti divergenze interne alla compagine societaria sul valore del club. Durante l’assemblea dei soci di mercoledì sera, il presidente Fernando Cammarata, intervenuto in videoconferenza, ha ribadito la volontà di farsi da parte, ma la sua richiesta economica per cedere le quote si attesterebbe sui 40 mila euro. Una cifra considerata da molti eccessiva e non congrua, specialmente perché lo stesso Cammarata aveva rilevato il 60% del club con un investimento simbolico di appena mille euro. Questa discrepanza alimenta tensioni che si trascinano ormai da gennaio, quando il presidente annunciò dimissioni mai diventate operative nei fatti, avendo egli mantenuto il potere di firma per la gestione ordinaria.
Unica alternativa
In questo clima di incertezza in vista della prossima stagione, la continuità aziendale negli ultimi mesi è stata assicurata esclusivamente dall’impegno del patron Pippo Caffo. Titolare del 20% delle quote, Caffo ha garantito il regolare pagamento degli stipendi a fronte di un progressivo ridimensionamento dell’organico tecnico, permettendo alla squadra di portare a termine il campionato e conquistare la salvezza sul campo. Ad oggi, la totale assenza di altri investitori locali ha spinto la Vibonese a guardare ai sondaggi della cordata Vullo come all’unica alternativa presente sul tavolo.



