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Comitato Asp di Vibo, è scontro sul regolamento: il Forum difende il percorso, l’Osservatorio va all’attacco

Via libera al disciplinare del Comitato consultivo aziendale misto, organismo chiamato a dare voce a cittadini e Terzo settore sulla qualità dei servizi sanitari. Ma sulla composizione, sui criteri di rappresentanza si apre un duro confronto tra il Forum del Terzo Settore e l’Osservatorio Civico Città Attiva

Il regolamento è stato approvato, ma attorno al nuovo Comitato consultivo aziendale misto (CCAm) dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia si è già acceso un confronto duro, politico e associativo, che accompagna la nascita di un organismo destinato, almeno nelle intenzioni, a rafforzare la partecipazione civica nella sanità vibonese.

Da una parte c’è la soddisfazione del Forum del Terzo Settore di Vibo Valentia, espressa dal portavoce Pino Conocchiella, che rivendica un percorso lungo e complesso, maturato attraverso confronti istituzionali e iniziative concrete. Dall’altra ci sono le forti riserve dell’Osservatorio Civico Città Attiva, che contesta apertamente alcuni punti del regolamento e la distribuzione degli spazi di rappresentanza.

Uno strumento di partecipazione

Per il Forum, il via libera al disciplinare approvato l’11 marzo rappresenta un passaggio importante, non soltanto sul piano formale ma anche sul terreno della partecipazione. Il nuovo Comitato, come previsto dal regolamento, viene infatti configurato come strumento di confronto civico per il miglioramento dei servizi sanitari e socio-sanitari, con il coinvolgimento delle Organizzazioni di volontariato (OdV) e degli Enti del Terzo settore (ETS).

Non un organismo simbolico, almeno sulla carta. Il regolamento attribuisce infatti al CCAm funzioni precise: formulare proposte su diritti degli utenti, prevenzione, accesso ai servizi e modalità di erogazione delle prestazioni; collaborare con l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) per rilevare il livello di soddisfazione dei cittadini e verificare i reclami; esprimere pareri, seppur non vincolanti, sugli atti di programmazione aziendale; redigere una relazione annuale sull’attività svolta.

Incidere sulla qualità dei servizi

In sostanza, il Comitato nasce come luogo di confronto strutturato tra azienda sanitaria, istituzioni, Terzo settore e rappresentanze civiche, con l’obiettivo dichiarato di incidere sulla qualità dei servizi e sul rapporto tra sanità e territorio. Proprio per questo il Forum invita ora tutte le realtà in possesso dei requisiti a partecipare all’avviso pubblico che dovrà essere pubblicato dall’Asp per la selezione dei componenti.

Ma è proprio sulla composizione del Comitato e sugli equilibri interni che si concentra la critica dell’Osservatorio Civico Città Attiva, che nelle scorse ore ha rilanciato le proprie contestazioni, mentre l’APS Avvocati ha chiesto di essere ricevuta dal prefetto, lamentando presunte violazioni della democrazia rappresentativa.

Le rappresentanze all’interno del Comitato

Il regolamento prevede una presenza articolata di rappresentanti aziendali, istituzionali, del Terzo settore, dei cittadini e delle famiglie. Tra questi figurano anche il portavoce del Forum del Terzo Settore provinciale e due ulteriori rappresentanti delle realtà iscritte al Forum, accanto ai rappresentanti delle organizzazioni di tutela dei cittadini, dei sindacati dei pensionati e dei familiari.

Secondo l’Osservatorio Civico Cittadinanza Attiva (rappresentato da Daniela Primerano, Ornella Grillo e Francesca Guzzo) questo assetto determinerebbe uno squilibrio nella rappresentanza. La contestazione è netta: nella prima impostazione del Comitato, su quattro posti destinati al mondo del Terzo settore, tre sarebbero stati riservati al Forum. Solo dopo le forti prese di posizione dell’Osservatorio e di altri rilievi critici, i posti sarebbero diventati cinque, ma – osserva – tre sarebbero rimasti comunque in capo al Forum.

A questa lettura, però, il Forum contrappone una linea altrettanto chiara. Conocchiella respinge il racconto di una rappresentanza “occupata” e rivendica il lavoro portato avanti negli anni da numerosi enti del Terzo settore sul fronte sanitario e socio-sanitario, spesso lontano dai riflettori ma radicato nei bisogni reali dei cittadini più fragili. Il punto, nella sostanza, è che la partecipazione non si misurerebbe sul clamore delle denunce, ma sulla continuità dell’impegno e sulla capacità di avanzare proposte operative nei luoghi istituzionali.

Il divieto di partecipazione imposto dal regolamento

L’altro punto che alimenta il confronto riguarda la norma sull’astensione obbligatoria per i soggetti che, personalmente o attraverso l’associazione di appartenenza, abbiano promosso azioni giudiziarie contro l’Azienda sanitaria provinciale. In quei casi, il componente non può partecipare alle sedute del Comitato quando all’ordine del giorno ci siano questioni direttamente collegate al contenzioso. E il mancato rispetto di questa regola può determinare la decadenza dal ruolo.

Una previsione che, da un lato, viene inserita nel regolamento come misura di garanzia e di tutela rispetto a possibili conflitti di interesse; dall’altro, viene letta dall’Osservatorio come un limite che rischia di penalizzare proprio le realtà più attive sul fronte della denuncia civica e del controllo sull’operato dell’Asp.

Sul piano politico e associativo, il confronto si allarga così a una questione più profonda: chi rappresenta davvero il civismo sanitario? Chi alza la voce nelle piazze e nelle denunce pubbliche di fronte allo sfascio della sanità pubblica, o chi, da anni, lavora con continuità dentro associazioni storiche e strutturate? È su questo terreno che il Forum rivendica il valore di un percorso costruito nel tempo, mentre l’Osservatorio continua a denunciare un assetto che ritiene sbilanciato.

Il regolamento è agli atti ma il clima è già teso. Ed è probabile che la vera prova arrivi adesso, con la pubblicazione dell’avviso pubblico e la successiva selezione dei componenti: sarà quello il passaggio che dirà se il nuovo Comitato Asp riuscirà davvero a diventare una sede di partecipazione ampia e credibile, oppure se le tensioni di queste ore finiranno per accompagnarne fin dall’inizio il cammino.

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