Nel panorama politico serrese entra a far parte ufficialmente una nuova proposta in vista della prossima tornata elettorale che interesserà il comune dell’entroterra. Presso un’attività locale, è stato presentato il movimento civico “La Restanza”. Il nome scelto e il logo – che raffigura lo “scarazzu” alimentato da un carbonaio con le montagne serresi sullo sfondo – rappresentano, come spiegato nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi pomeriggio, la resistenza contro l’abbandono e la volontà di costruire il futuro.
L’attacco di Maria Rosaria Franzè: “Cinque anni di disastri”
Al tavolo dei relatori, ad affiancare il candidato a sindaco Adriano Tassone, era presente Maria Rosaria Franzè, già candidata alle ultime Regionali. Il suo intervento si è rivelato una critica senza esclusione di colpi verso l’attuale compagine di governo, guidata da Alfredo Barillari. “Il nostro è un progetto condiviso che raccoglie uomini e donne competenti, non persone improvvisate,” ha esordito la Franzè. Secondo l’esponente politica, l’amministrazione avrebbe lasciato dietro di sé solo “fumo” e “promesse non mantenute”, portando Serra a diventare un “centro secondario rispetto ai comuni limitrofi”. Per Franzè, quella attuale è una “pagina buia” a cui il gruppo intende rispondere con un’alternativa “propositiva e fatti concreti”.
Verità e servizi
Nel corso del suo intervento, Adriano Tassone ha rincarato la dose, definendo l’attuale gestione amministrativa un “fallimento totale”. Il progetto de “La Restanza” nasce proprio per “colmare un isolamento istituzionale che avrebbe penalizzato la cittadina della Certosa negli ultimi anni”. Tassone ha elencato dunque una serie di punti punti cardine: infrastrutture e servizi, salute, lavoro, assetto territoriale e associazionismo. “La nostra è una lista civica pura” ha precisato Tassone. “Non ci saranno ‘amici politici’ che vengono a prendere voti per poi sparire. Useremo un linguaggio di unità e verità, senza prendere in giro le persone”.
Un gruppo aperto alla comunità
In conclusione, è stato ribadito che “La Restanza” è un “cantiere aperto”. Pur avendo già una “squadra eterogenea”, il movimento si dice “pronto ad accogliere chiunque voglia dare un valore aggiunto al progetto”, purché “animato dal bene esclusivo per la comunità e senza pretese personali”. L’obiettivo è “trasformare le attuali debolezze in punti di forza per far rinascere Serra San Bruno”.



