Un agguato. Due bossoli sull’asfalto, accanto a una utilitaria ferma con lo sportello lato guida spalancato. Dentro, il corpo senza vita di Luca Carbone, 48 anni. È questa la scena che si è presentata agli investigatori intervenuti nell’area dell’Ultimo lotto di abitazioni del quartiere di via Popilia, dove l’uomo è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia cittadina e del Comando provinciale, insieme al medico legale e al pubblico ministero di turno della Procura di Cosenza, inviato dal procuratore capo Vincenzo Capomolla per coordinare i primi accertamenti.
I colpi esplosi
Secondo una prima ricostruzione, il killer avrebbe esploso due colpi di pistola. Uno dei proiettili ha raggiunto Carbone al torace, rivelandosi fatale. I rilievi balistici e medico-legali serviranno ora a chiarire con precisione la dinamica dell’agguato e i tempi della morte.
Investigatori a lavoro
Luca Carbone non era un nome sconosciuto alle forze dell’ordine: in passato era stato coinvolto in inchieste della magistratura per traffico di droga e associazione per delinquere. Un elemento che viene ora valutato dagli investigatori per ricostruire il contesto in cui è maturato l’omicidio. Le verifiche sono in corso per accertare ufficialmente le cause del decesso e individuare l’autore del delitto. L’area è stata transennata per consentire agli inquirenti di completare i rilievi e raccogliere ogni possibile elemento utile alle indagini.


